Il Barça

Il Barça
Alla Masia, residenza dei giovani calciatori della “cantera” blaugrana dal 1979, non si pensa solo al calcio. La vita dei  ragazzi è molto simile a quella di tanti altri: sveglia, colazione e scuola fino alle due. Poi pranzo, siesta e compiti. Il talento è un bene prezioso, il sogno va coltivato. Ma non bisogna dimenticare neppure che la palla è rotonda: non tutti vivranno di questo sport. L’allenamento alla vita, quello che prepara a diventare uomini, è il più importante e dura ventiquattro ore su ventiquattro. Al pallone – che resta sempre un gioco – viene dedicato solo il tardo pomeriggio. Un’ora e mezzo quotidiana, questo è stato il tempo sufficiente per costruire, con i vari Iniesta, Xavi e Messi, gli ingranaggi della macchina perfetta che domina il calcio degli ultimi anni. La genesi di questo capolavoro sportivo però risale a  prima del 1979. Il calcio del Barcellona non è che l’evoluzione (nonché  massima espressione) del “calcio totale”, concezione filosofico-tattica partorita dall'inglese Jack Reynolds ed ampliata dall’olandese Rinus Michels. Fu proprio quest’ultimo, allenatore del Barça del 1971 al 1975 ed autore del libro “Teambuilding: The Road to Success”, a piantarne il seme a Barcellona. Con il passare degli anni il terreno catalano si è dimostrato particolarmente fertile e la piantina è stata ben curata dai suoi successori, primo fra tutti il grande Johan Cruyff. Adesso Guardiola è il custode di un albero rigoglioso: ai tifosi del Barça e gli amanti del bel calcio il piacere di raccoglierne i gustosi frutti… 
Dopo aver analizzato il fenomeno Mourinho sempre per ISBN Modeo si dedica alla sua attuale nemesi: il Barça ed il suo calcio spettacolarmente perfetto. Gli argomenti sono quelli dibattuti in tutti i bar del mondo: Messi,  il gioco a zona,  il dribbling. Ma Modeo è colto ed intelligente e ce li presenta sotto una forma più simile al trattato antropologico che al dibattito sportivo. Parte da lontano, raccontandoci prima di tutto l’evoluzione storica ed i padri filosofici di questa incredibile squadra. Ci parla di neuropsicologia,  letteratura,  musica.  Cerca di  illuminarci la strada utilizzando sapienti metafore.  Tutte geniali e sofisticate, come quella Barcellona/materia subatomica  o quella  squadra di calcio/orchestra polifonica, tanto cara ad Arrigo Sacchi. Difficile però rivendere il sapere di questo libro nelle quotidiane discussioni calcistiche da bar o da ufficio. Addirittura rischioso tentare di farlo in curva in mezzo agli ultras facinorosi. Meglio provare con qualcuno più erudito. Qualche intellettuale che,  come Sandro Modeo,  consideri il calcio "mas que uno sport".

 

 

 

 
 
 
 

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