Il barone rampante

Il barone rampante
Cosimo de Rondò ha dodici anni e vive con i genitori, il fratello minore Biagio - con il quale condivide i giochi e la ribellione infantile - e la sorella Batista, figura oscura e inquietante che si diletta in arti culinarie di dubbia natura. Il quindici giugno 1767, quando finalmente i due fratelli sono ammessi alla tavola dei genitori, Cosimo rifiuta le lumache che vengono servite come pietanza e sale sull’elce del giardino giurando che non sarebbe mai più sceso. Quella che viene presa come la bravata di un ragazzino capriccioso diventa l’inizio della sua nuova vita - ricca di avventure ed emozioni. Da quel giorno infatti Cosimo, passando da un ramo all’altro, arriverà prima nel giardino dei vicini dove conosce Viola, suo grande amore, per poi spingersi più lontano dalla villa di Ombrosa. Incontrerà una banda di ragazzini pulciosi che rubano la frutta, aiuterà gli agricoltori della zona, conoscerà il capo dei briganti Gian dei Brughi che inizierà alla lettura e all’amore per i classici, si imbatterà in personaggi importanti della vita politica, vivrà storie d’amore con molte donne vittime del fascino della sua stravaganza. Non toccherà mai più il suolo, prestando fede alla promessa fatta, per scomparire ormai vecchio e malato appeso alla fune di una mongolfiera …
Italo Calvino con la leggerezza e la poesia di un’avventura ci lascia un testo denso e senza tempo. È l’autore stesso che presentando il libro ci ha fornito una chiave di lettura interessante dicendo che “La prima lezione che potremmo trarre dal libro è che la disobbedienza acquista un senso solo quando diventa una disciplina morale più ardua e rigorosa di quella a cui ci si ribella”. Cosimo non si ribella alla famiglia - tantevvero che dai rami più vicini alla sua casa partecipa alle feste, alle vicende dei suoi, e da quelli vicini alla chiesa assiste alla messa. Cosimo mantiene quindi gli affetti ma si ribella alle regole assurde, quelle che arrivano dall’alto, imposte dalla forma e senza un senso. Nel romanzo sono importantissimi anche gli altri personaggi - che accettano la diversità e la stranezza di Cosimo, l’integrità e le mille risorse che lui mostra per prestare fede ad una promessa ma soprattutto alla voglia di vivere la sua vita, non quella imposta. Calvino riesce con una maestria unica a tessere i fili di questa storia inserendo ad esempio l’amore per le lettere, la cultura, la scrittura e i classici evidenziando come possano rendere migliori le persone e le loro anime. Il romanzo, scritto nel 1957, è uno dei massimi esempi di come la narrativa fiabesca possa descrivere la natura dell’uomo con estrema lucidità.

 

 

 
 
 
 
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