Il bisogno dei segreti

Il bisogno dei segreti

Connie La Brava, è con questo nome che tutti la conoscono. E lei non ha mai fatto nulla per non meritarsi questo appellativo, sempre così precisa, puntuale, sul lavoro e in famiglia. Ha studiato bene, è diventata un avvocato davvero in gamba, tra le migliori del suo studio. Vive tra Genova e Milano, frequenta molti amici, il suo attuale fidanzato si chiama Manuel e per i suoi genitori è davvero un bravo ragazzo. Ma succede qualche cosa nella vita di Connie La Brava, qualche cosa che la fa ricredere sul mondo, sui rapporti personali, sul suo modo di comportarsi. Improvvisamente Connie scopre che i segreti sono uno un veicolo potente, sono elettricità allo stato puro che se incanalata nella giusta maniera sarà capace di scatenare reazioni a catena, donando al suo custode un potenza inimmaginabile. Connie comincia a tramare e architettare complotti. Si trasforma, diventando la donna che non è mai stata, agli antipodi della sua immagine. Durante i festeggiamenti per il suo trentesimo compleanno tradisce Manuel nei bagni della discoteca, inventandosi scuse assurde. Ma non è ancora abbastanza. Ordisce ricatti spregevoli, trasforma le persone solo per una semplice scommessa, riducendole a fantocci. Fa soffrire, spaventa, spiazza chiunque, genitori compresi. Sembra quasi che nella ragazza sia scoppiato tutto ad un tratto il bisogno di odiare. L’essere buoni, evidentemente, non appaga più, non ricambia più. Provocare dolore, tramare nell’ombra dà molta più soddisfazione, eccita. Connie non è più La Brava, ma c’è una buona ragione…
Il bisogno dei segreti è un bisogno antico, che ci sovrasta con la curiosità morbosa, con la voglia di vedere senza essere visti, con la sublime soddisfazione di sapere qualcosa di particolare, di segreto che nessuno o in pochi sanno. Esserne a conoscenza significa possedere un potere subdolo, tagliente e forse a doppio taglio. Connie, soprannominata da tutti La Brava, è un personaggio che raccoglie in sé queste caratteristiche anomale, accorpandole in un solo individuo capace di degenerare e poi trasformare la vita dei suoi amici e conoscenti. Spiare e filmare di nascosto le cose e le case degli altri, ricattare e spifferare notizie false, inventate col solo intento di fare male al prossimo, finendo per farsi odiare, con l’unico scopo di farsi odiare. Connie La Brava è appunto brava anche in questo. Sa innescare una reazione a catena fatta apposta per rovinare la vita di Manuel, sconcertato da quel che gli altri pensano di lui, incapace di reagire non comprendendone le cause. Eppure, sotto tutta questa realtà diventata spietata e crudele, c’è un’altra realtà altrettanto spietata e crudele, circoscritta in un segreto che solo Connie e pochi altri conoscono. Il libro di Marco Candida lavora appunto su due fronti: la macchinazione scellerata di una ragazza che tutti credevano di solidi principi e pura nell’animo e lo svisceramento del segreto ancora più nascosto di Connie, che resta sospeso come un’ombra pesante. Per com’è strutturato questo romanzo si fa però una certa difficoltà ad entrare sin da subito nella storia. Si comincia da molto lontano, ragionando sulle definizioni di un piccolo manualetto d’inglese. Le domande, in apparenza banali, non sembrano poi tali se poste in una particolare condizione qual è quella di Connie. Insomma, a capire questa ragazza ci si arriva strada facendo, anche se un po’ con l’affanno.

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