Il Bizantino

Il Bizantino
Seconda metà del Quattrocento. N., esule di Costantinopoli in Italia, vive al servizio del potente cardinale Bessarione, greco anche lui. La capitale dell'Impero Romano d'Oriente è appena caduta in mano ai musulmani, che ormai minacciano tutta l'Europa. Ciononostante, le potenze occidentali e il Papato non riescono a trovare un accordo politico e militare per contrastare l'espansione dell'Islam. Mentre Bessarione tenta la scalata al Soglio Pontificio, N. concepisce un piano politico complesso e ardito che coinvolge i sovrani di Russia...
L'ex Ambasciatore Spasskiy ha il vizio della scrittura. Non contento di partecipare ai summit sul disarmo nucleare o sulla politica economica globale, si rilassa raccontando storie sulla sua amata Russia o sulla terra che lo ha adottato, l'Italia. Perfetta sintesi dei suoi gusti e delle sue aspirazioni letterarie è Il Bizantino, affresco storico-politico ambientato nella tempestosa seconda metà del XV secolo, quando l'Europa cristiana si trovò ad affrontare la minaccia degli invincibili guerrieri di Maometto, che dall'Oriente e dai Balcani sciamavano in quello che una volta era il possente Impero Romano. Intrighi, falsità, ma anche sogni di sublime grandezza attraversano l'anima dei protagonisti, un cortigiano del Papato ed un influentissimo cardinale, entrambi esuli greci. Nessuno Stato europeo ha la voglia e la forza di affiancare Venezia nella lotta all'espansione dell'Islam, finché l'unica speranza rimane la potente, fredda, lontana, quasi sconosciuta Russia. E per coinvolgerla nel gioco non si esiterà a commettere i più efferati delitti… Spasskiy decide di non ripercorrere le orme degli specialisti del romanzo storico, che ci hanno abituato a ponderosi tomi zeppi di amori e battaglie, e punta invece su una narrazione piana, veloce e senza fronzoli, che affianca senza soluzione di continuità l'interiorità del protagonista N. e gli eventi che si susseguono. Il romanzo ne guadagna in plausibilità, ma diventa forse inadatto a chi è in cerca di pura fiction e di rutilanti avventure. Il ritmo è compassato, e la densità di avvenimenti per unità di tempo è bassa, proprio come nella vita reale: per alcuni lettori questo significherà rigore storico ed autorevolezza, per altri amorfa pedanza e noia. Ma quest'ultimo giudizio sarebbe ingeneroso verso il buon Ambasciatore Spasskiy, che nei ritagli delle sue giornate, dedicate a temi decisivi per il futuro del pianeta, ha trovato il tempo di narrare ai suoi lettori una storia piacevole ed interessante.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER