Il blues del ragazzo bianco

Il blues del ragazzo bianco
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Gunnar Kaufman è un celebre poeta afroamericano, che ha deciso di affidare ai posteri le sue memorie. Definirlo “solo” un poeta è però riduttivo: la sua popolarità è anzitutto quella di leader e messia, guida politico-spirituale della generazione afroamericana alla fine del ventesimo secolo. Il solo, davvero il solo ad aver capito come risolvere le battaglie degli afroamericani che vivono negli Stati Uniti. Persone, si sa, destinate a morire da un momento all’altro per la troppa fatica di un lavoro sottopagato, o per la tossicodipendenza, o perché uccisi dal membro di una gang rivale o da un poliziotto con il grilletto facile. Gunnar ha la risposta: perché vivere una vita di durata incerta e alla mercé dei bianchi, anziché scegliere nella più assoluta libertà quando e come morire? Il suicidio di massa: questa è la forma più completa di autodeterminazione del suo popolo. Come Gunnar sia arrivato a formulare questa teoria, e soprattutto a farsi ascoltare, è una storia che risale a quando era bambino, ultimo discendente di generazioni di ex-schiavi (il suo bis-bis-eccetera Euripide Kaufman comprò la propria libertà a nove anni per trenta sterline), al tempo in cui si è trasferito con la madre e le sorelle in una delle zone più malfamate di Los Angeles…

Hai presente quel tuo amico davvero logorroico, che quando attacca a parlare non lo fermano nemmeno le cannonate, ma che dice cose tanto interessanti che smetti di fare caso al frullatore che ti ha scatenato nel cervello? Ecco, la scrittura di Paul Beatty è questo. Non a caso lui stesso è un poeta, specializzato in reading e poetry slam, e quel ritmo incalzante che tiene il pubblico incollato alla sua voce è lo stesso che porta qui, in scrittura narrativa. Gunnar Kaufman è la sua voce, irriverente e di profonda sensibilità poetica, è un piacere trascorrere le ore con lui. Tanto più che Gunnar non è un personaggio dell’era Trump, e nemmeno dell’era Obama: Il blues del ragazzo bianco è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1996, l’anno in cui Bill Clinton veniva eletto al secondo mandato, le Twin Towers erano ancora al loro posto e l’idea di un afroamericano alla Casa Bianca suonava come una barzelletta. Eppure, per chi non fosse a conoscenza di questo dettaglio, si direbbe che il romanzo sia stato scritto di recente, ai tempi di #BlackLivesMatter (il primo hashtag pubblicato su Internet risale invece a 15 anni dopo, il 2007). Segno che certi argomenti, certe riflessioni, sono più attuali che mai.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER