Il branco uccide – Caccia al Drago Giallo

Notte fonda. All’interno di un capannone abbandonato Enrico e Rebecca tengono per le braccia, immobilizzandolo, Gino. Oscar, il capo del gruppo, si gode la scena mentre Genziano ammira la lama affilata del coltello che ha in mano. Gino si trova in questa spiacevole situazione perché si è macchiato di una colpa grave nei confronti del branco: ha rifilato loro per un lavoretto una 84 Cheetah 13 colpi “sporca”, ossia una pistola che in precedenza ha già sparato. In preda ai fumi dell’alcool e alla cocaina Genziano inizia a tagliare a Gino un dito dopo l’altro, distribuendoli poi ai compari esaltati. Successivamente il traditore viene issato per i piedi a una trave e lasciato dissanguare lentamente, tra le risate di tutti. Una fine terribile che genera però l’immediata sete di vendetta di un misterioso personaggio. Dapprima infatti viene accoltellato alle spalle Oscar mentre sta per accendersi una delle sue amate Gauloises senza filtro e poco tempo dopo viene rapita e stuprata Rebecca, salvata dalla morte per un soffio solo dall’intervento provvidenziale di Genziano che la stava tenendo d’occhio. Qualcuno sta tentando di eliminare tutti gli elementi del branco e l’unico elemento di riconoscimento utile per scoprire chi sia è il tatuaggio di un drago giallo che sputa fuoco nero…

Marina Crescenti è un’istruttrice di tennis che è stata anche azzurra under 16 e under 18 e ama il genere poliziesco anni Settanta, i cosiddetti “poliziotteschi” che tanta fortuna hanno avuto al cinema in quegli anni e oggi sono considerati film da culto. Dal 2004 ha deciso di mettere questa sua passione a frutto sotto forma di storie e romanzi, con grande caparbietà. Ha già pubblicato una quadrilogia con i casi del commissario Narducci, 4 Demoni per il commissario Narducci, Joy, È troppo sangue anche per me e Cosa le tiene sveglie, e ha iniziato la saga dell’ispettore Riccio con Al sangue non si comanda. Ha anche curato la biografia di Luc Merenda La vita a briglie sciolte, un racconto puntuale della vita di una delle grandi star del genere poliziottesco. Il branco uccide – secondo volume di una saga il cui primo romanzo è Le lacrime del branco del 2012 – è un vero e proprio inno al poliziottesco nostrano, violento e sboccato. Le immagini gore nel romanzo infatti, non mancano, tra omicidi senza senso e violenze gratuite. I protagonisti sono dei personaggi allo sbando assolutamente detestabili nei loro deliri di sangue e violenza senza senso anche se il lettore si ritroverà a parteggiare per loro a causa della comparsa di un criminale ancora più spietato. I colpi di scena non mancano e fino all’ultimo i ribaltamenti di fronte saranno repentini. L’identità del Drago Giallo è stata ben custodita dall’autrice all’interno delle pagine del libro e il lettore non si annoierà un attimo nel tentativo di scoprirla.



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