Il cacciatore di storie

Il cacciatore di storie

Il vento cancella le tracce dei gabbiani. Le piogge cancellano le tracce dei passi degli uomini. Il sole cancella le tracce del tempo. I cantastorie cercano di trovare le tracce della memoria perduta, l’amore e il dolore, che non si vedono però al tempo stesso non si cancellano… Nelle pagine delle Mille e una notte si consiglia: «Vattene, amico! Abbandona tutto e vattene! A cosa servirebbe la freccia se non fuggisse dall’arco? Suonerebbe così il liuto armonioso se fosse ancora un pezzo di legno?»… Di giorno, li guida il sole. Di notte, le stelle. Non pagano il biglietto, e per viaggiare non hanno bisogno di documenti o passaporti, non debbono riempire moduli della dogana o dell’immigrazione. Gli uccelli, gli unici liberi in questo mondo abitato da prigionieri, volano, ecologici, senza combustibile, da un polo all’altro, per il cammino che scelgono e all’ora che vogliono, senza chiedere permesso ai governi che si credono padroni del cielo… Il mondo viaggia. Porta più naufraghi che naviganti. In ogni viaggio, migliaia di disperati muoiono senza completare la traversata verso il paradiso promesso, dove pure i poveri in realtà sono ricchi e tutti vivono a Hollywood. Non durano molto le illusioni dei pochi che riescono ad arrivare…

Morto il 13 aprile di quattro anni fa, Eduardo Galeano è stato uno dei grandi maestri della narrativa sudamericana. Giornalista, saggista, nato – da una famiglia dalle origini variegate – e passato a miglior vita a Montevideo, la capitale dell’Uruguay a settantacinque anni ancora da compiere, dopo un’esistenza intensa in cui è stato pure perseguitato dal regime di Videla, era capace come pochi altri, nei suoi testi, di amalgamare la finzione all’analisi politica e alla storia, all’impegno sociale e civile. Negli ultimi tempi ha trascorso la gran parte delle sue giornate a scrivere. Non che, dato il mestiere che si era scelto, si possa considerare questa in effetti una novità o una stranezza: ma in particolare si è dedicato a un vero labor limae sui testi che compongono questa raccolta, che si deve per lo più alla compagna di una vita, la moglie Helena Villagra. Sono ritratti, aforismi, brevissimi racconti in cui le tematiche – il viaggio, la protervia del potere, la memoria, la repressione, l’amore, la schiavitù, l’affetto per gli ultimi, gli emarginati, gli esclusi – che più gli appartengono compaiono in una veste asciutta, immediata, avvincente, appassionante e lirica.

 


 

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