Il cadetto redux

Il cadetto redux

Leo e Maria Elena sono immobili sul lungomare tarantino mentre tutto sembra scorrere accanto a loro. È quasi estate. Leo deve preparare il suo esame di maturità e ha preso una decisione netta: la sua storia con Maria Elena è al capolinea. Non gli importa quanto la ragazza, a cui lui vuole tanto bene, ci stia male. Devono chiudere. E lui deve concentrarsi sulla maturità e soprattutto su quello che sarà il suo futuro: lasciare Taranto e andare a Modena a tentare di entrare all’Accademia militare. È quello il futuro che i suoi genitori desiderano per lui ed è quello che Leo proverà a fare, pur essendo preso da mille dubbi. Del resto, subito dopo la maturità, i suoi amici lasceranno tutti Taranto, ognuno alla ricerca della sua strada. Restare non serve a nulla. Meglio salire su quel treno direzione Modena, lasciarsi il passato alle spalle, affrontare la fatica della vita militare e sperare che vada tutto per il meglio, che le idee sul suo futuro siano più chiare, che la vita da “cadetto” sia fatta per lui. Le difficoltà di certo non mancano: la vita nell’Accademia non è semplice, i suoi superiori sono sempre pronti a punirlo per ogni piccola infrazione alle ferree regole della vita militare. Modena, al di la delle finestre, è solo un panorama scialbo che Leo non ama. Gli manca il mare, gli manca Taranto. E, dopo mesi di vita militare, deciderà di abbandonare l’Accademia per tornare in Puglia e inseguire un nuovo sogno…

Il cadetto è stato pubblicato per la prima volta nel 1999 dalla casa editrice Marsilio. Andato poi fuori catalogo, è stato inserito in catalogo dall’emergente casa editrice pugliese Terra Rossa, che lo ritiene uno dei romanzi fondanti della letteratura italiana contemporanea e Cosimo Argentina, per l’occasione, lo ha rivisto in alcune parti dandogli una nuova vita (ecco spiegato il redux del titolo). Romanzo di formazione, Il cadetto è un’opera interessante e allo stesso tempo godibilissima per il lettore. Il plot non ha mai un cedimento, non ci sono passaggi a vuoto, Argentina non si lascia mai andare a lunghe descrizioni. Lavora per sottrazione lasciandoci un romanzo asciutto e denso, in cui ogni parola ha un peso specifico importante. La storia di Leo è la storia di qualunque diciottenne alle prese con le decisioni che la vita e la società gli impongono. Sullo sfondo l’Italia degli anni Ottanta, alle prese con il boom economico e con la consapevolezza che tutto quello che stava accadendo era effimero e sarebbe ben presto svanito. Leo percorre la sua strada, diventa un “cadetto”, ma si rende conto che la divisa non fa per lui, è un costume dietro cui nascondere se stesso. Vuole studiare. Lascia Modena e torna a Bari a studiare in Università. Bari è il suo “centro del mondo”. Se Taranto è “casa”, Bari è il luogo in cui Leo può scoprire l’umanità e la diversità, può coltivare nuove amicizie e scoprire nuovi interessi. Leo capirà che non tutti i sogni si avverano ma che bisogna in ogni caso provare ad essere felici, cogliere le occasioni al volo e non aver paura di sbagliare. E alla fine del libro quel ragazzo tarantino ci mancherà. E non capita spesso che ci si affezioni così tanto ad un protagonista. Il cadetto è un romanzo che è necessario leggere e Terra Rossa edizioni offre a tutti noi una seconda possibilità: non lasciamola sfuggire.



 

 

 
 
 
 

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