Il cammino e il pellegrino

Il cammino e il pellegrino
Firenze, fine Duecento. Sullo sfondo della città dominata da artigiani e mercanti, si muovono le fila di cambiamenti epocali, che porteranno allo scontro tra Guelfi Bianchi e Neri. È qui che quattro giovani si affacciano sulle soglie della vita adulta, instradati ciascuno nel destino che il loro casato di nascita prevede. Fiammetta è fidanzata con Guido: un matrimonio combinato dai genitori che quasi per miracolo è riuscito a coincidere con i sentimenti reali provati dai due ragazzi, che si conoscono sin dall’infanzia e sono profondamente innamorati. Non è andata così bene a Lapo, l’impulsivo fratello di Fiammetta, invaghito di Agnola, la figlia della balia nonché migliore amica della sorella di lui. La sua bellezza angelica lo ha stregato ma entrambi sanno che non potranno mai unirsi, perché lei è una popolana e lui è già promesso a Matilda, la figlia del migliore amico del padre, in nome di un’antica promessa tra compagni d’armi. Tutto sembra già deciso ma a sconvolgere l’ordine basterà una piccola miccia, accesa la notte di San Giovanni durante i festeggiamenti del santo patrono. Fiammetta e Guido s’allontanano per poco dalla sorveglianza dei parenti e di fronte al falò per la prima volta si baciano davvero, profondamente, lasciandosi andare all’eccitazione e riprendendo il controllo prima di andare oltre. Eppure sarà proprio questo naturale moto dei sensi a piantare il seme del senso di colpa dentro Fiammetta, che si ritrova a imboccare il sentiero della religiosità e dell’ascesi, per cui è pronta a rinunciare a tutto, anche all’amore. Quello che invece non vuole rinunciare a niente è Lapo, che si unirà in matrimonio con la donna imposta da suo padre ma non dimenticherà mai il suo sentimento per Agnola, fino a compiere un gesto di violenza capace di unirli per sempre…
Gladis Alicia Pereyra con la sua dettagliata ricostruzione della Fiorenza di Dante è capace di trascinarci in un mondo molto lontano dal nostro, nel quale però le dinamiche adolescenziali non sembrano differire granché da quelle dei nostri giorni e permettono di immedesimarsi facilmente nei travagli dei protagonisti, rendendo il libro un romanzo d’amore a tutti gli effetti. Peccato per uno slancio eccessivo verso il misticismo nella vicenda di Fiammetta, che diventa difficile da comprendere e poco avvincente. Peccato anche per il linguaggio a tratti un po’ troppo pesante e barocco, che potrebbe rendere la lettura più difficile ai lettori meno preparati. Anche le digressioni storiche non aiutano a seguire il filo: a volte sono capaci d’interessare e rappresentano un valore aggiunto, più spesso gravano sulla narrazione senza un vero motivo. 

 

 

 

 
 
 
 
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