Il Canaro della Magliana

Il Canaro della Magliana

Roma, 19 febbraio 1988. L’ispettrice Angela Blasi, in forza presso la sezione omicidi della squadra mobile di Roma, sta bevendo l’ennesimo caffè al bar della Questura di via San Vitale, quando viene raggiunta dal vicequestore Tommaso Elleni, il suo capo, con il quale ha da poco concluso una relazione clandestina. Ha da affidarle un caso: in una discarica di via Belluzzo, nel quartiere della Magliana, è stato trovato un cadavere smembrato e carbonizzato. La vicenda si rivela da subito complicata, prima di tutto perché è difficile risalire all’identità della vittima, e poi perché la Magliana è un quartiere in cui nessuno parla. Nonostante Angela vi sia nata e cresciuta, le indagini vanno a rilento; non le resta, quindi, di chiedere aiuto a una persona che non vede dai tempi in cui si è allontanata dal quartiere per entrare in polizia: il suo ex, Christian Esposito. Nel frattempo le analisi della Scientifica hanno rivelato l’identità della vittima. Si tratta di Giovanni Proietti, detto “Il Pugile”, un bullo che molti avrebbero voluto vedere morto. E mentre Angela è alle prese con Christian e i suoi problemi, i sospetti dell’omicidio, grazie ad un colpo di fortuna capitato a Tommaso Elleni, ricadono su Stefano Neri, classe 1956, da Calasetta. Un “barabba” di poco conto; il proprietario di un negozio di toeletta per cani in via della Magliana 253…

È il 21 febbraio 1988, quando Pietro de Negri confessa l’omicidio di Giancarlo Ricci: è il “delitto del Canaro”, una vicenda che colpì per l’estrema lucidità con la quale l’assassino raccontò agli inquirenti tutte le fasi della sua efferata opera, anche se l’autopsia smentì in parte la sua versione. A far capitolare il Canaro fu proprio Antonio Del Greco, funzionario di polizia in pensione il quale, insieme a Massimo Lugli, costruisce un romanzo crudo, violento, in cui le vicende del Canaro s’intrecciano a quelle dell’ispettrice Angela Blasi, divisa tra il suo lavoro di poliziotta e un amore che la trascina dalla parte opposta. Nel mezzo, la Magliana: un quartiere “che è peggio della Sicilia”, perché nessuno osa parlare; abituato alla delinquenza, ai “barabba”, all’omonima banda, ma scioccato da un omicidio tanto efferato e atipico, che la coppia Lugli-Del Greco aveva già affrontato in Città a mano armata. Il Canaro della Magliana è un noir che colpisce per le descrizioni dettagliate, per una trama costruita sull’atavico balletto di amore e morte e perché ci restituisce una Roma diversa, abituata al sangue per le strade, ai morti ammazzati. Un romanzo che, assieme alle pellicole Dogman di Matteo Garrone e Rabbia furiosa – Er canaro di Sergio Stivaletti, apre una finestra su una vicenda che, pur conclusa da ormai trent’anni, lascia ancora molte ombre e interrogativi.



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