Il canto delle sirene ‒ Il caso Kursk

Il canto delle sirene ‒ Il caso Kursk

James Marchetti, giovane analista di origine italiana per il SIS britannico, è emozionato e sorpreso dalla persona che ha davanti agli occhi e il suo curriculum altamente qualificato non basta a tradire una certa soggezione. Egli ha infatti davanti a sé George Tenet, il Direttore della Central Intelligence Agency degli Stati Uniti; per chi ama gli acronimi: CIA. Vuole parlare con lui di una relazione sulle previsioni elettorali russe, in cui si affaccia prepotentemente una figura nuova, Vladimir Putin. Marchetti, nella sua analisi, ha dichiarato che Putin è l’unica alternativa plausibile a Boris Eltsin, e questa valutazione si basa su un attento studio della Russia post-sovietica e della figura stessa di Vladimir Putin, dagli studi di Giurisprudenza all’ascesa politica, passando per il lavoro presso il KGB nella Repubblica Democratica Tedesca e per le passioni personali, fra le quali spicca il judo. E’ per questo quadro preciso e dettagliato che Tenet ha voluto parlare con James, ma ha bisogno che il giovane analista faccia uno sforzo in più, prevedendo cosa il mondo occidentale si debba aspettare da questo probabile nuovo leader russo. Marchetti inizialmente tentenna, chiedendo più tempo per fare un’analisi più completa, ma incalzato da Tenet risponde che Putin avrà senz’altro intenzione di rafforzare la Flotta del Nord e di dimostrarne la forza…

Con Giacomo Coletti, esordiente classe 1976, ci si avventura in una delle vicende più complesse e controverse del nuovo millennio, l’affondamento del sottomarino russo K-141 “Kursk”, sprofondato sul fondo del Mare di Barents il 12 agosto 2000. La narrazione dell’autore originario di Conegliano si articola in aspetti strategici, tattici e operativi, raccontando in un accattivante mix di realtà e finzione ciò che si pensa sia accaduto prima, durante e dopo questo misterioso disastro. Facendo interfacciare il protagonista – il brillante analista James “Jim” Marchetti – con i vertici (reali) dell’intelligence e dei governi statunitensi e britannici, agli occhi del lettore appare un quadro geopolitico complesso e verosimile, perfettamente compatibile con gli scenari globali alle soglie del nuovo millennio, con un nuovo preoccupante avversario appena eletto in Russia (Putin) e schermaglie mai sopite di Guerra Fredda. Il romanzo scorre piacevolmente, nel rispetto di una narrativa di genere che vede sempre al centro dell’attenzione brillanti esperti, insider doppiogiochisti e autorità bisognose di consigli per evitare conflitti su scala mondiale. Un po’ Clive Cussler e un po’ Tom Clancy, Giacomo Coletti coglie nel segno e mette a segno un esordio convincente che fa ben sperare per il futuro.



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