Il casale

Il casale
Quella vacanza Francesco l’avrebbe evitata molto volentieri. Mentre guidava per le strade di campagna con un caldo insopportabile tra casolari abbandonati e campi di grano, con l’abitacolo dell’auto pieno di mosche e l’aria condizionata rotta, si chiedeva perché non fosse riuscito a dire alla fidanzata Giulia che sarebbe rimasto molto più volentieri nella sua città, deserta d’estate, silenziosa con i parcheggi finalmente liberi e la metropolitana vuota. Giulia aveva insistito perché accettassero l’invito della zia Ester a trascorrere un breve periodo al casale e un po’ per la noia e un po’ per l’oppressione di quel periodo Francesco non era riuscito ad opporsi. Ora Giulia dormicchia sul sedile accanto a lui, che si è perso e comincia a innervosirsi. Poi la ragazza si sveglia, cambia posizione, si toglie le scarpe e poggia i piedi nudi sul cruscotto. Un particolare richiama l’attenzione del suo fidanzato: quei piedi piccoli, “piedi da ballerina, lo smalto rosso un po’ scrostato sulle unghie” sono deformati da alluci enormi, tozzi, storti, “quasi brutali”. Un particolare inquietante che segna solo l’inizio di una serie di eventi torvi, morbosi che fanno precipitare l’apparente normalità di una famiglia aristocratica in un vortice inarrestabile di situazioni, tra animali morti e strane sparizioni…
Il romanzo Birignao con il quale il giovane Francesco Formaggi ha vinto il Premio Creatività Scuola Holden ha rappresentato il seme di un progetto sfociato ne Il casale, a tutti gli effetti considerato il suo romanzo d’esordio. Con una prosa accattivante il lettore viene trascinato tanto quanto il protagonista in un’atmosfera torbida in cui i personaggi si rivelano sempre più lontani dall’impressione iniziale, scagliati in una girandola di emozioni, paure, passioni, morbosità che rendono quasi tangibile la sensazione di affondare nel fango fradici di pioggia nel bosco che circonda il casale tra domestiche dal passato misterioso e custodi, mariti e mogli pieni di segreti, giovani amori che tornano dal passato, galline trovate morte e cinghiali uccisi con ferocia. “Rabbia o rassegnazione, o gelosia, o invidia, o paura, o angoscia, o pacificazione, o pietà, o tutto quanto mescolato insieme”, ecco cosa ci comunica l’autore instillando il dubbio che siano proprio eventi e particolari apparentemente insignificanti a dare il via a storie sventurate, che solo nel guardarle a ritroso si rivelano in tutta la loro spietata nitidezza.

Leggi l'intervista a Francesco Formaggi

 

 

 

 
 
 
 
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