Il castello di Otranto

Il castello di Otranto
A Manfredi, principe di Otranto, la sorte e la devotissima moglie Ippolita aveva donato due figli: la bella e virtuosa Matilda e il cagionevole Corrado. È al più giovane e unico figlio maschio del casato che spetta ereditare il misterioso castello e le sue terre, lui che sposerà la giovane principessa Isabella figlia del duca di Vicenza - disperso o più probabilmente morto in crociata. Sulle sue esili spalle da giovinetto pesa però un’oscura profezia: “Il castello e la signoria di Otranto saranno perduti dall’attuale famiglia, allorché il vero padrone diverrà troppo grande per abitarvi”. Cosa si celi oltre il velo sottile di quelle parole Manfredi lo scoprirà presto, allorché un gigantesco elmo ricoperto di piume nere si abbatterà sul povero Corrado… 
Riconosciuto dalla storiografia letteraria come capostipite del romanzo gotico, Il castello di Otranto reca in sé i germi di un nuovo genere letterario, aprendo le porte al fantastico nella letteratura inglese. Pubblicato per la prima volta nel 1764, il testo porta ancora bene i suoi anni supportato da un intreccio degno di una tragedia classica, dove i padri sopravvivono ai figli e la superstizione può più della perfidia umana. Il soprannaturale incombe sotto varie forme: la terra che trema, folate di vento, strani rumori e persino un gigante, suscitando tuttavia più che terrore tensione e sorpresa. A Walpole - brillante studente di Cambridge e poi scrittore affermato - si deve riconoscere il talento nel tessere intrighi e l’abilità di inserire elementi fantastici in un quadro storico convincente, meno l’arte di mettere i brividi. Forse Walter Scott introducendo l’edizione del 1811 colse nel segno: “L’intenzione dell’autore non era solo di creare sorpresa e terrore, introducendo agenti soprannaturali, ma di vincere i sentimenti del lettore tanto da farli identificare con quelli di un’età rozza che riteneva ogni racconto devotamente vero”. L’atmosfera è quella giusta, ma la suspense si accende a tratti: per chi ama i classici con solo qualche fremito, la lettura risulterà appagante.

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