Il cavaliere dei Sette Regni

Il cavaliere dei Sette Regni

Dunk, un ragazzone alto e dinoccolato, sta scavando una fossa profonda per seppellire il cavaliere del quale è stato scudiero. Si stavano recando assieme ad Ashford per partecipare ad un torneo, ma il vecchio non è sopravvissuto al freddo ed alla pioggia che li ha inzuppati per giorni. Dunk potrebbe vendere cavallo ed armatura e tentare fortuna ad Approdo del Re – non che l’idea non gli sia balenata in testa – eppure decide di far proprie le insegne del vecchio e di recarsi ugualmente al torneo, spacciandosi per cavaliere errante. Sulla strada per Ashford si imbatte in Egg, un ragazzino dalla testa rasata, dai modi risoluti e dalla lingua un po’ troppo sciolta, che si dichiara orfano e gli chiede di poterlo accompagnare nel suo viaggio in qualità di scudiero. Dunk, autonominatosi Ser Duncan l’Alto, mai potrebbe immaginare che sotto le spoglie di quel ragazzo si nasconda in realtà il giovane Aegon Targaryen, il principe destinato a sedersi sul Trono di Spade...

Ambientato circa cento anni prima delle vicende narrate nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, Il Cavaliere dei Sette Regni – che in realtà è composto da tre lunghi racconti - è un gustoso prequel che i più fedeli lettori di Martin penseranno di non poter assolutamente perdere. Le avventure di Dunk e Egg possono essere apprezzate come perfette short-stories fantasy, ma costituiscono al tempo stesso un importante sguardo su quello che era Westeros prima della guerra dei re. Conosciamo i Sette Regni come erano ancora quando regnava la pace, quando cavalieri valorosi si sfidavano in fastosi tornei e mettevano a repentaglio la propria vita per salvare fanciulle in difficoltà; quando le parole “onore” e “rispetto” avevano ancora un significato; quando i Targaryen erano così tanti da non riuscirne a ricordare tutti i nomi. Eppure mancano la grinta ed il fascino ipnotico che caratterizzano l’intera saga; ci si chiede perché ai lettori ansiosi di veder pubblicato il prossimo volume delle Cronache si sia proposta una raccolta di racconti già datati e già pubblicati in altre antologie: un surrogato che purtroppo ha il sapore agrodolce dell’ennesima trovata commerciale.



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