Il cavallo

Il cavallo
Intorno al 1870 furono rivenuti in America i resti di una creatura cui fu dato il nome Eohippus o “cavallo primordiale”, considerata l’antenato del cavallo. Il percorso evolutivo della dentatura e il numero dispari delle dita degli arti, abbinate ad altre caratteristiche fisiche peculiari, consentono agli studiosi di sovrapporre la linea evolutiva del cavallo a quella dei Perissodattili, famiglia della quale fanno parte tapiri e rinoceronti. Il paleontologo americano Othniel C. Marsh, quando furono ritrovati i resti dell’Eohippus, giunse alla conclusione che si trattasse dell’anello mancante per comprendere appieno l’evoluzione del cavallo moderno. Alcuni anni prima, intorno al 1840, erano già stati trovati dei resti simili a Londra da Sir Richard Owen, il quale aveva chiamato la specie Hyracotherium.  Quando ci troviamo a confrontare gli animali preistorici con quelli moderni spesso ci ritroviamo immersi nei dubbi, senza considerare che l’evoluzione non presume una progressione lineare che ci permette di identificare nella creatura del passato quella del presente. Tutto questo ci porta alla conclusione che il cavallo sia una creatura che possiede una grande capacità di adattamento, che gli ha sempre garantito la sopravvivenza. Attraverso l’Hyracotherium e il moderno Equus, durante l'Oligocene, ossia la terza e ultima epoca geologica del Paleogene, sono passati diversi esemplari. Grazie all’ingente quantità di reperti e fossili rinvenuti, soprattutto in territorio nordamericano, oggi è possibile ricostruire l’evoluzione del cavallo più di quanto sia stato finora possibile per tutte le altre specie animali…
Elaine Walker vive a Denbigh, in Galles, dove è docente di lingua inglese e scrittura creativa presso l’università e lavora a un documentario sul rapporto uomo-cavallo per il canale  tv ITV. Scrive Elaine: “Il desiderio dell’uomo di plasmare il mondo a suo uso e consumo ha avuto una fonte influenza sull’evoluzione del cavallo”. Infatti, il cavallo è sicuramente uno degli animali che, durante la sua storia, ha subito più influenze da parte dell’uomo. Oggi, attraverso continue selezioni delle razze, esistono diversi esemplari specializzati per le varie attività umane. Nonostante l’imponente mole di informazioni contenute, soprattutto storiche e scientifiche, Elaine riesce attraverso i racconti e gli aneddoti personali a trasmettere a chi legge il suo amore incondizionato per il cavallo. Se è vero che come si legge nel libro che  “i cavalli non possono capire cosa diciamo, ma capiscono il modo in cui lo diciamo e se possono fidarsi di noi.”, spesso siamo così abituati a considerare questo animale come parte integrante della società, che ci dimentichiamo la sua natura selvaggia, il suo naturale modo di ascoltarci e mettere in atto immediatamente i nostri comandi. Attraverso informazioni scientifiche, storiche e, soprattutto grazie alle foto e le esperienze delle moltissime persone interpellate, la Walker, riesce a scrivere un saggio che ricostruisce in maniera meticolosa - anzi, quasi maniacale - la storia del cavallo, passando dal mito al ruolo essenziale che ha nella vita moderna. Un saggio illuminante e di grande interesse se si vuole ampliare la propria conoscenza su questa meravigliosa creatura.

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