Il cervello di Alberto Sordi

Il cervello di Alberto Sordi

I migliori scrittori del cinema italiano sono riuniti per discutere di alcune proposte di legge e per presentare delle istanze al governo, ma alla fine è il sottosegretario allo spettacolo stesso che li libera dall’imbarazzo e scrive una lettera a sé, la fa firmare dagli oltre settanta astanti, si alza e se ne va: si tratta di Giulio Andreotti. Laura Antonelli invece è un’ex maestra di ginnastica che dice di sé di essere pazza, e che vive relazioni a dir poco violente. Michelangelo Antonioni, dal canto suo, è sulla sponda opposta di Fellini, ovvero nasce dal formalismo cinematografico: prima di essere un regista cinematografico, è sicuramente un grande fotografo a colori. Gli accostamenti di colore, la scelta del taglio fotografico di un’inquadratura di Antonioni ne fanno un grande artista, uno all’altezza di Mondrian o Watteau. Viceversa, Alighiero Noschese e Silvio Berlusconi si somigliano: sono entrambi senza faccia, o meglio hanno entrambi una faccia che diventa troppo facilmente un’altra faccia, come quelle signore che da vecchie si rifanno completamente il viso per ritornare giovani...

Tatti è un diminutivo/soprannome, più o meno: in realtà lui si chiama Gaetano, di cognome Sanguineti, ed è giornalista, autore, sceneggiatore, documentarista, regista, attore e, forse soprattutto, critico. Rodolfo Sonego è stato tra i principali creatori della commedia all’italiana, legato indissolubilmente ad Alberto Sordi, mattatore per cui ha scritto splendidi copioni e fulminanti battute, mettendogli in bocca quello che lui, Sonego, finissimo intellettuale, non era, ma di norma, ahinoi, l’italiano medio è: qualunquista, furbetto, indolente… Anche generoso, però. Il libro (il sottotitolo parla chiaro: Rodolfo Sonego e il suo cinema) è una monumentale conversazione, una preziosissima antologia di aneddoti gustosi, un quadro vivido dell’Italia attraverso la storia di quell’arte popolare, immaginifica ed empatica chiamata cinema, e dei personaggi più o meno illustri e pittoreschi (Giulio Andreotti, Laura Antonelli, Michelangelo Antonioni, Brigitte Bardot e altri), ritratti con grande brillantezza, che vi hanno gravitato intorno, sia che fossero censori sia che avessero il ruolo di artefici, e lo hanno reso grande nel mondo.



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