Il ciclista illuminato

Il ciclista illuminato

Il gruppo dei ciclisti si arrampica ad andatura spedita sulla ripida salita di Schiàttolo. Zugalà pedala a volto chino impiegando tutta la forza possibile, ma a ogni pedalata accumula metri di distacco e perde progressivamente contatto. La consueta prospettiva di giungere anche questa volta sotto allo striscione del traguardo confuso nel mucchio dei non vincenti o talvolta addirittura in ultima o penultima posizione si fa concreta. Deluso e offeso da tanta fatica sterile, l’atleta decide di lasciare il percorso di gara e imbocca la prima svolta a portata di ruota. L’opportunità di una lunga discesa su una stradina di terra liscia e chiara gli consente di osservare lo scenario caldo e lucente della campagna circostante e di assaporarne le aromatica fragranze. Allietato dalla piacevole sensazione di sollievo e di abbandono, avrebbe seguito ancora in quel tragitto libero e indeterminato. Ma la sete lo invita ora a fermarsi dinanzi a un’aia, dove lo accolgono una giovane fattoressa e un sorprendente riscatto…

La docile resa a un destino imprevisto nella speranza di propiziare un rinnovamento della propria vita consente a Zugalà, ciclista mediocre e frustrato, di entrare  in una nuova dimensione spaziale e teatrale che lo risarcisce della infruttuosa routine quotidiana e di dare infine un senso più pieno alla propria attività ciclistica. Grazie alla nuova condizione, scoprirà che le sue gambe saranno ora in grado di condurre luce nella umile dimora di Alisa e nella propria vita. Roberto Piumini è un genio della letteratura contemporanea, capace di toccare ogni genere e di muoversi agevolmente in tutti, costruendo oltre che romanzi per ragazzi e per adulti raccolte in prosa e in versi, traduzioni di testi poetici e teatrali, soggetti per cartoni animati e per fiction. Se esiste un’arte del perdersi in qualche luogo per riformulare se stessi in sintonia con nuovi possibili contesti esistenziali, questo suo breve romanzo che ci viene riproposto in una nuova versione a vent’anni dalla prima pubblicazione ne costituisce una delle prove più evidenti. Lasciate le vane asperità del quotidiano e seguite Zugalà lungo la sua discesa. Non ve ne pentirete: parola di Roberto Piumini.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER