Il ciclista solitario

Il ciclista solitario
Valéry Cauchemez, conosciuto da tutti con il soprannome di Cosmés, vive a Balbec, in Normandia, con i nonni, proprietari di un piccolo albergo dove si trovò un giorno a passare il grande poeta Valéry Weil, adorato dal nonno, che volle trasmettere, almeno nel nome, quell'amore letterario al nipote. Cosmés, un tempo ragazzino allegro e socievole, folgorato dal passaggio di alcuni ciclisti nel suo paese si trasforma in un tipo solitario, taciturno, che alla lettura di romanzi preferisce le giornate passate in bici in giro per la sua regione. E a lungo andare quella passione si trasforma in una vera e propria attività agonistica: in cinque anni diventa quello che molti giornalisti definiscono un astro nascente del ciclismo francese. Partecipa a numerose gare europee, vincendone però solo alcune, a causa di quella sua mancata attitudine al primo posto che piano piano lo porterà, insieme alla pigrizia e ad un corollario di altri dettagli poco "sportivi", a lasciare il professionismo e a tornare alla sua piccola realtà di provincia. Ma nelle sue orecchie riecheggia ancora il grido che i suoi fans urlavano al suo passaggio, "Allez, allez, Cos-cos.." e sul suo muro campeggia il poster che gli dedicò il Miroir che lo ritrae durante un Giro delle Fiandre stremato dalla fatica ma vicino alla vittoria. In una di quelle gare conosce una giornalista di Antenne 2, Eli Hite, della quale si innamora follemente, così tanto da decidere di trasferirsi a Parigi e sposarla. L'amore di Cosmés per la sua donna è enorme, accecante, totale, anche quando le cose tra loro inizieranno a non funzionare e lei lo lascerà per un'altra donna. E qui l'ex gregario perde di vista ogni cosa e cade in un limbo di solitudine autoimposta che verrà interrotto dalla morte dei nonni in un incidente stradale. Gli hanno lasciato tutto, albergo compreso, ma con una clausola decisamente poco lungimirante, visti gli interessi del nipote: potrà avere tutto solo e soltanto se entro dieci anni avrà scritto un romanzo, giudicato tale da una giuria appositamente selezionata. Per Cosmés inizia un periodo di tentativi di scrittura associati a svariati lavori, espediente disperati per sbarcare il lunario in attesa di ricevere l'eredità. Ed é qui che inizia a fare gli incontri decisivi per la sua vita...
Un romanzo corposo, denso di particolari e decisamente attento ai dettagli, che però non risulta mai pesante o poco digeribile e si legge con estrema facilità. Merito sicuramente della scrittura di Ramon Bodegas, che ci trasporta lungo tutto il percorso non dimenticando mai di dare tutti gli elementi utili a farsi un'idea non solo dei vari personaggi, ma anche dei luoghi che attraversano. A tratti leggermente melanconico, in linea con l'umore di un uomo solo che si trova a pedalare solitario sotto i cieli plumbei della Francia.

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