Il cieco e la ballerina

Il cieco e la ballerina
1969. Un uomo senza moglie finisce in prigione per traffico d'armi e suo figlio viene accolto in un collegio dove impara il linguaggio dell'odio e della solitudine. Una volta fuori, l'uomo - senza più un braccio - va a riprendere il figlio, e i due si trasferiscono a Rio. Qui il ragazzo si troverà di nuovo solo e senza denaro; una bambina e un bambino camminano lungo una strada che costeggia il bosco, verso Encantado. Mentre avanzano nel fango beccandosi a vicenda, incontrano decine di camion di soldati che procedono in senso contrario: cosa li aspetta una volta giunti a destinazione? Un bambino ha un rapporto di amore-odio con un suo mistrioso coetaneo, figlio di una donna sola di origine asiatica; Miguelzinho gioca a immedesimarsi nei pensieri degli adulti, vivendo storie familiari al loro posto...
Arriva finalmente in Italia João Gilberto Noll, una delle voci più potenti della nuova generazione di narratori brasiliani. Si parte con un'antologia di racconti incentrata sull'infanzia. Ma attenzione, le storie di Noll non sono favole, o se lo sono si tratta di favole contorte, violente, disturbanti. Storie di infanzie infelici (ne esistono forse di felici?) non necessariamente a causa del degrado o della povertà, ma per una invincibile malinconia, una rabbia che lentamente cresce dal profondo e guida gli uomini all'età adulta. L'immaginario dello scrittore di Porto Alegre non è lineare, razionale, pulito: è viceversa brutale fuoco di emozioni raccontate con gusto e misura, ma senza rinunciare a ferire. Benvenuto, João Gilberto.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER