Il cielo sopra Darjeeling

Il cielo sopra Darjeeling
Dopo la scomparsa improvvisa del padre, Helena è ad un bivio: per lei, giovane ragazza cresciuta nella Cornovaglia di fine ‘800, è il momento di decidere se accettare di vivere sotto le grinfie della zia o andare a lavorare come governante. Il suo destino sembra irrimediabilmente segnato fino a quando nella sua vita non compare il misterioso e ricchissimo Ian Neville, che si offre di mantenerla a patto che accetti di sposarlo. Helena si sente in gabbia, ma i tanti debiti lasciati dal padre non le permettono di scegliere altrimenti. Da allora la sua vita cambia radicalmente: Ian decide di immediatamente di condurre Helena e suo fratello Jason nella piantagione di tè che possiede in India. I colori e i profumi di questo Paese travolgono letteralmente Helena, che se ne innamora. (“Piena di meraviglia Helena vagava per i vasti e alti ambienti, percorsi da una corrente d’aria tiepida che sapeva di sabbia e di sole e si mescolava con l’aroma di legno di sandalo e rosa che sembrava trasudare in permanenza dalle pareti”). La giovane vive il suo rapporto con il marito tra infiniti travagli: da un lato è affascinata da quest’uomo sicuro di sé e capace di grandi slanci, dall’altra in qualche modo lo teme e soffre per la sua totale imprevedibilità. Un carattere complesso che nasconde un segreto, un’ombra che Helena cercherà di dipanare… 
E’ un romanzo di passioni forti, quello di Nicole C. Vosseler, autrice tedesca che con quest’opera si è meritata il premio Letterario di Costanza. Una storia che mette in primo piano il ruolo del destino nelle nostre vite, indagando sulla difficoltà di lasciare che tutto succeda. La Vosseler ha studiato a lungo l'India, la cultura, i costumi, le tradizioni e la storia, soprattutto quella del XIX secolo, con l'Impero Britannico e la rivolta dei Sepoy. Ha cercato di capire concretamente come appariva Darjeeling nel 1876, com’era la vita nel Rajputana o nella valle di Kangra, basandosi sui resoconti della gente. La scrittura rende degnamente le atmosfere dei luoghi, anche grazie al frequente utilizzo di termini della lingua autoctona (durbar, sitar, tabla, huzoor, ecc). Un mondo che i lettori imparano a conoscere attraverso gli occhi di Helena, con tutto lo stupore di chi pensava di dire addio alla vita, compiendo una scelta obbligata, salvo poi ritrovarsi in una terra amica, pronta a regalarle nuove emozioni e, inaspettatamente, a farla sentire a casa.

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