Il cielo in una stalla

Il cielo in una stalla
Nell'agosto del 1943 al sottotenente degli alpini Aldo De Luca concessero la licenza per “casa bombardata”. Chi l'avrebbe mai detto che l'aver perso il suo unico possedimento sarebbe stata la sua fortuna? Smise gli abiti militari e da quel momento la sua vita cambiò. Siamo nel settembre dello stesso anno: Napoli è sotto i bombardamenti, i tedeschi setacciano la città in cerca di uomini, e gli uomini, per l'appunto, si nascondono e scappano. Tra questi, insieme ad altri cinque amici, Aldo De Luca tenta di lasciare Napoli per raggiungere Sorrento, dove la guerra non sembrava essere mai arrivata. Si nascondono dove capita, tra i tanti posti, anche una stalla con le vacche, ospiti della masseria di un contadino compiacente. E dove dormono e si nascondono in cinque, dormono e si nascondono anche in sei, doveva aver pensato il contadino, quando decise di ospitare nella stalla un non più giovane signore di famiglia ebraica. L'”ateo inasprito” Aldo fu l'unico a concedergli confidenza, ascolto e amicizia e vent'anni dopo racconta al figlio questa storia...
Siamo nel 2008 e dalla dimensione orale il racconto giunge alla sua forma stabile, su un foglio scritto, anzi stampato, perchè quel ragazzo si chiama Erri ed è diventato uno scrittore. E non esattamente uno qualunque. Per l'Associazione Antigone, che si occupa dagli anni '80 di tutela dei diritti e delle garanzie individuali nel sistema penale e penitenziario, ha raccolto dalla memoria il racconto di suo padre. Un racconto breve (poco più di 20 pagine!), in cui lo stile di Erri De Luca si fa trasparente, per lasciare emergere l'atmosfera di una voce narrante altra e diversa da sé.

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