Il ciliegio del mio nemico

È evidente che nell’istante in cui Luo Yiming entra nel caffè la mattina, prima di pranzo, e si accorge che il locale è vuoto ne resta sconvolto. Trovarsi da solo col proprietario è ciò che non si aspetta, tanto lo stupore che nemmeno si leva il cappello marrone da pescatore. Suo malgrado si accomoda, tiene lo sguardo fisso sulla bicicletta parcheggiata e sorseggia appena il caffè. D’un tratto esce e siede all’esterno su una fioriera per fumare trafelato una sigaretta. Ancora turbato torna a casa e da questo momento tutto in lui cambia. Al villaggio la gente crede che il vecchio banchiere in pensione Luo, amato per la sua generosità e bontà, si sia ammalato a causa del gestore del locale. Anche sua figlia Luo Baixiu ne è persuasa e si reca sul posto per affrontare l’uomo, altrettanto fa la polizia interessata a perquisire il locale e la soffitta in cui il proprietario abita. Ma l’uomo non c’entra nulla. Come può spiegare alla gente del villaggio che non ha niente a che fare col malore del vecchio? Come può spiegare che lo stimato pensionato ha un lato oscuro e non è quella brava persona che tutti pensano? Anni prima ha frequentato in amicizia la sua dimora, col bel ciliegio nel giardino. A quell’epoca sua moglie Qiuzi andava dal banchiere per prendere lezioni di fotografia, ma quella che sembrava una semplice amicizia è diventata la fine del loro matrimonio. Per questo pensano che la malattia di Yiming sia opera sua. In fondo ha tutte le ragioni per tramare vendetta…

“La perdita di qualcuno che ami ti segue per tutta la vita.” Ma forse l’amore che il proprietario della caffetteria ha perduto non è mai stato davvero suo. Nella descrizione del rapporto con Qiuzi è evidente come tra loro la comunicazione non fosse facile ed entrambi tenessero nascosti segreti e ferite dell’anima. Ha qualcosa di ineluttabile questo amore fragile e idealizzato. La smania di proteggere una donna insicura, schiva, provata dalla morte della sorella durante l’infanzia, traumatizzata dal terremoto del 1999. L’incontro con lui forse per Qiuzi è stato solo un tramite prima di correre verso la sua vera vita. Ciò che per uno è abbandono, per l’altro è rinascita. Ting-Kuo Wang è nato nel 1955 a Taipei e sono proprio queste le zone che descrive con grande passione e ricchezza di dettagli attraverso le parole del protagonista del romanzo. Trovano posto nella cornice narrativa anche eventi catastrofici che hanno avuto un enorme peso psicologico nella vita della popolazione: il terremoto di Jiji del 1999 che costò la vita a migliaia di persone e danni ingenti e la spaventosa epidemia di SARS nel 2002 che condizionò salute ed economia cinese. In Wang il fuoco della scrittura ha iniziato a bruciare fin da ragazzino, risalgono all’adolescenza i suoi primi racconti. Il ciliegio del mio nemico è la sua opera d’esordio e lo ha consacrato tra i grandi autori della Cina. Un tributo alla sua capacità narrativa è apparso anche sul magazine “Asia Weekly”.



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