Il circo del Dr. Lao

Il circo del Dr. Lao

Il 3 agosto l’“Abalone Morning Tribune” pubblica in quarta pagina un’inserzione interessante. In città – la sonnacchiosa Abalone, nell’Arizona della Grande Depressione, immersa nella sua quotidiana monotonia – sta arrivando il circo itinerante del dottor Lao che promette meraviglie straordinarie: animali mai visti prima, le donne più belle esistenti al mondo e addirittura una zona riservata ai soli uomini. Fin dal suo apparire in città, tutti gli abitanti di Abalone si precipitano a guardare la strana carovana, giunta non sa in che modo, che sfila sui carrozzoni, e cominciano ad interrogarsi su quello che ognuno crede di vedere, qualcuno finisce persino per attaccar briga col vicino e ben presto la storia dell’uomo che forse non è un uomo ma un orso e secondo altri un russo passa velocemente di bocca in bocca. Giornalisti del Tribune, bambini capricciosi, casalinghe annoiate, uomini incuriositi e bramosi, vecchie signore, giovani studenti, sfaccendati, nessuno resiste alla voglia di scoprire le misteriose attrazioni del dottor Lao celate sotto i tendoni. E così incontreranno Medusa che può pietrificare chi la guardi imprudentemente negli occhi, un vecchio satiro lascivo capace di provocare brividi di piacere soltanto con la sua musica, l’anziano Apollonio di Tiana che incanta con le sue vere magie (non certo trucchetti!), un serpente di mare pronto a raccontare la sua antica storia d’amore, un unicorno e una sfinge ermafrodita, un cane verde dai denti di spine, divinità esotiche che chiedono riti pieni di erotismo e tanti altri animali ed esseri stranissimi. Alcuni si annoieranno, altri saranno cacciati a pedate, altri conosceranno il loro futuro, uno dovrà essere issato e portato via su un camioncino, qualcuno proverà sensazione mai conosciute, qualcuno ancora resterà deluso. In una sola giornata tante cose succederanno nel fantastico circo del dottor Lao…

Charles G. Finney era un ragazzo di provincia che dopo la Grande Guerra, al seguito del 15° reggimento fanteria dell’esercito degli Stati Uniti, dal ’27 al ’29 visse in Cina. Il Paese dovette essere particolarmente ricco di suggestioni per lui perché proprio lì concepì Il circo del Dr. Lao che fu pubblicato poi nel 1935 dalla Viking Press con le illustrazioni di Boris Artzybasheff, grafico pubblicitario e grande illustratore di origine russa, autore di bellissimi disegni surreali ma anche di illustrazioni per famose riviste come “Life” o “Time Press”; lo stesso anno vinse l’edizione inaugurale del National Book Award. In Italia il romanzo è stato pubblicato da Nord e, introvabile da tempo, finalmente riproposto da Meridiano Zero. E per fortuna, perché questo piccolo (in tutti i sensi) gioiello del Fantastico non dovrebbe mancare nella biblioteca di tutti gli appassionati del genere, non foss’altro per l’influenza notevole che ha avuto su autori come Ray Bradbury e Jonathan Lethem, o i Fratelli Marx e Monty Python. Il linguaggio un po’ datato che al lettore contemporaneo potrebbe parer stridere con la narrazione assolutamente moderna, favorisce invece l’effetto straniante e ironico di una storia che si svolge tutta in un solo giorno, nella quale Finney oltre a fare una analisi satirica e spietata della società troppo pragmatica del tempo, incapace di farsi coinvolgere veramente dal bizzarro mondo di sogni offerto dal dottor Lao, evidenzia anche vizi (molti) e virtù (poche) umane che emergono soprattutto quando i tipici americani comuni che sono i cittadini di Abalone entrano in contatto con le strambe creature del circo. Sono queste, più di ogni altra cosa, a divertire il lettore, che riconosce qua e là citazioni e storie attinte da contesti senza tempo e persino echi di Borges, trascinato in un universo parallelo colmo di miti classici, personaggi leggendari e ibridi mitologici di diverse culture. Tanta ironia, note grottesche, qualche venatura lirica, un forte erotismo sottotraccia creano una tensione narrativa che rende questo romanzo moderno e divertente. Assolutamente spassoso e originale (è probabilmente uno dei primi esempi del genere) il catalogo-bestiario che costituisce l’extra testo, a conclusione del libriccino, che illustra ogni singola comparsa citata nella storia. Tutti più o meno di questo tenore: “Sistruri – camminano di sghembo più o meno come il bruco agrimensore cammina per lungo. Recano sulla fronte l’antico emblema dei cornuti; Anatre – Sono gradite al palato dell’uomo, e perciò è consentito loro vivere; Lumache – Tracciano da sé la propria strada di bava e godono dell’impressione di viaggiare, senza andare da nessuna parte; Bambinetto grasso dalla pelle scura – Per sette anni pranzò. Per qualche minuto fu un pranzo. Finì incorporato nella struttura cellulare del serpente di mare, privilegio che non gli fece alcun piacere”. A proposito, l’unica nota che denuncia davvero l’età del romanzo è nei risvolti razzisti che caratterizzano l’esotismo, abbastanza inaccettabili ma assolutamente comprensibili considerata l’epoca in cui è stato scritto. Nel 1964 è stato realizzato un adattamento cinematografico del romanzo per la regia di George Pal dal titolo 7 faces of Dr. Lao che meritò una nomination agli Oscar per i migliori effetti speciali e trucco. Gli appassionati lo ritengono un gran bel film, benché poco fedele al testo originale.

 

 

 

 
 
 
 

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