Il Circolo Pickwick

Il Circolo Pickwick
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“Il signor PickWick ha osservato (dice il segretario) che la fama è cara al cuore di ogni uomo. Al cuore del suo amico Snodgrass era cara la fama poetica, e ugualmente cara al suo amico Tupman era la fama di conquista, mentre la brama di conseguire la celebrità negli sport di terra, d’aria e d’acqua stava a sommo delle aspirazioni del suo amico Winkle”. È il tredici maggio del 1827: il corpulento e gioviale Samuel Pickwick, un intellettuale assetato di conoscenza smanioso di rendersi utile al genere umano con la sua ricerca basata sull’osservazione diretta dei fatti della vita e solito annotare in un taccuino ogni dettaglio di ciò che vede e sente, stabilisce di intraprendere un viaggio di studio assieme ai suoi fedeli amici, membri del Circolo da lui fondato. Durante il viaggio avrà occasione di conoscere il sagace signor Samuel Weller, che dopo il primo incontro presso la celebre locanda il Cervo Bianco e a seguito di una spiacevole situazione diventerà il suo devoto servitore. Il mondo si rivela subito un luogo ostile e ricco di insidie per i membri del Circolo, incapaci di comprendere l’animo di chi li circonda e di distinguere gli amici e le persone oneste da chi intende prendersi gioco di loro trascinandoli persino in situazioni rischiose. Accade così che la loro strada incroci quella di Alfred Jingle, alias capitano Carl Fitz-Marshall, un truffaldino attore girovago e avventuriero, accompagnato dal servitore tuttofare e compare d’intrighi Jacob Trotter…

“Con la presente opera, l’intento dell’autore era di offrire al lettore personaggi e vicende in continua evoluzione; di dipingerli coi più vivi colori di cui disponesse; e di renderli vivi e divertenti insieme. Accogliendo il suggerimento di altri, egli ha adottato la finzione di un Circolo, che appariva la più adatta al suo scopo. Ma in seguito, accortosi che essa l’intralciava, in luogo di agevolarlo, a poco a poco l’ha abbandonata, convinto che il garantire al Circolo una sua giustizia, nella narrazione, fosse cosa assai poco rilevante ai fini del racconto”. Questo l’incipit della prefazione dell’autore all’edizione originale del 1837. L’opera iniziò a essere pubblicata sotto forma di dispense di trentadue pagine nell’aprile del 1836 per giungere a conclusione nel novembre del 1837, anno in cui ottenne anche la pubblicazione sotto forma di romanzo. Il primo romanzo di Charles Dickens, che per lungo tempo firmò questa e altre opere solo con lo pseudonimo Boz, nomignolo da lui usato per chiamare un fratellino a cui era particolarmente affezionato. Sono evidenti gli inevitabili limiti di una prova d’esordio così vasta ed elaborata, come la mancanza di omogeneità, dovuta anche alla necessità di pubblicare episodi mensili autoconclusivi, ma con un innegabile pregio: l’umorismo, che nelle opere successive andrà a scemare dato l’impegno sociale dell’autore, che tratterà tematiche ben più complesse e drammatiche. I verbali postumi del Circolo Pickwick, titolo originale poi compresso, sono stati dedicati da Dickens all’amico e avvocato Talfourd, membro del Parlamento, per i servigi resi con la sua iniziativa a tutela del diritto d’autore. Il giovane Charles aveva appena ventidue anni quando gli editori Chapmann e Hall lo contattarono, attirati da alcuni bozzetti scritti per il “Morning Chronicle” e gli proposero di pubblicare una storia che “dovesse servire a presentare certe vignette che sarebbero state eseguite da Seymour”. Il soggetto iniziale proposto dall’editore non piacque e l’autore riuscì a imporsi col personaggio di Pickwick, pur esaudendo le richieste in merito ad avventure comiche e a un gruppo di amici vittime di guai. I personaggi scivolano a volte nella caricatura, ma mantengono una grande umanità, gli intrecci creati sono molteplici, sono presenti avventure tragicomiche e relazioni amorose, amicizie sincere e situazioni imbarazzanti, immancabili le figure negative e spregevoli che devono rendere conto delle loro malefatte. Dai salotti della Londra perbenista ai bassifondi della periferia, fino ai soprusi e all’ingiustizia dettati dal pregiudizio che colpiscono lo stesso Pickwick permettendo all’uomo ingenuo di maturare e divenire consapevole attraverso nuove esperienze. Le incisioni di Seymour e poi di Phiz arricchiscono l’edizione e danno corpo al variegato universo dei personaggi dickensiani.



 

 

 
 
 
 

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