Il Codice Dominus

Il Codice Dominus
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Città del Vaticano, basilica di San Pietro. Domenica. Ore 8:22. Mentre Papa Gregorio XVII sta officiando, uno sconosciuto entra nell’edificio e si dirige verso di lui. Tutti si voltano a guardarlo, sembra trasandato ma emana un carisma eccezionale. Al suo passaggio, persino le guardie svizzere si inchinano. Si ferma solo quando è davanti al pontefice, che è affetto da stenosi spinale (un restringimento del canale vertebrale che provoca invalidità). L’uomo gli ordina di guarire, proprio come faceva Gesù. Ed il Papa si alza... Roma, redazione del quotidiano “la Repubblica”. Ore 9.28. Alexander Trecchio, ex prete che ha perso la fede, siede di fronte la sua scrivania senza fare nulla. Si occupa del suo solito trafiletto che quotidianamente dovrebbe inveire contro la Chiesa, ma quel giorno non riesce ad essere produttivo. Il suo caporedattore Laterza non aspetta altro che licenziarlo. Non ha mai potuto in quanto il suo sottoposto è amico del direttore del giornale. E non può vedere il suo sogno realizzato nemmeno oggi. A malincuore infatti gli deve ordinare di occuparsi di quello che sta accadendo in Vaticano, di cui non si sa molto, ma già sembrano esserci diversi dubbi...

What if? Cosa (accadrebbe) se? – cantano i Coldplay. Già. Cosa accadrebbe se d’improvviso arrivasse dal nulla un uomo sconosciuto in Vaticano e guarisse un Papa gravemente malato? E se allo stesso tempo una ragazzina tornasse dalla morte, o i ciechi riprendessero la vista? Quali le reazioni? Già autore di un primo thriller ecclesiastico, Genesis (in cui sono sempre coinvolti Alexander Trecchio e l’ispettrice Gabriella Fierro), Tom Fox si cimenta di nuovo nell’impresa con questo romanzo non particolarmente adrenalinico ma originale, almeno dalla seconda metà in poi. Perché nella prima rischia a volte di essere banale, scontato e per molti aspetti – vedi i vari inseguimenti ed il loro esito, o il classico prevalere del “male” sul “bene” – piuttosto prevedibile. A tal proposito sembra quanto mai un azzardo il solito paragone con autori del calibro di Dan Brown (chiunque sulla faccia della Terra conosce il suo Il Codice da Vinci) o di Simon Toyne (autore della saga di Solomon Creed). C’è da dire poi che questo Papa Gregorio XVII sembra avere molto in comune con il nostro papa Francesco I. Forse è l’auspicio di Tom Fox di vedere una Chiesa più pulita – non mancano le frecciatine allo IOR – da ogni genere di peccato, fisico e spirituale che sia a guidare l’autore. Un’immagine totalmente diversa da quella che un certo Paolo Sorrentino ha forgiato per Jude Law nella serie televisiva The Young Pope.Due carature completamente diverse, ma entrambe facce di una stessa medaglia.



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