Il collezionista e la farfalla

Il collezionista e la farfalla
Oxford, aprile 1856. Le tre sorelle Liddell (Edith, 2 anni, Alice, 4, e Lorina, 6), figlie del rettore del college della cittadina britannica, fanno la conoscenza di mister Dodgson, un gentile giovanotto un po' balbuziente che collabora con il college come supplente di Matematica. Lo chiamano tutti 'reverendo' per rispetto, anche se dopo il diaconato non ha mai preso i voti, è ricco e un po' invadente e vive al secondo piano dell'ex convento di Christ Church. Da quel giorno, Dodgson diventa una presenza costante nella vita delle sorelle Liddell, e soprattutto di Alice, che definisce la sua musa e riempie di attenzioni galanti. L'evoluzione di questo strano rapporto è narrata da Alice come in un diario...
Lewis Carroll, al secolo Charles Lutwidge Dodgson, è stato uno dei personaggi più bizzarri della storia della letteratura: un quasi ecclesiastico inglese scapolo a vita con la passione della logica matematica, della fotografia e delle bambine (girava sempre con una valigetta piena di giochini, spillette e disegni per intrattenere eventuali bimbe che gli capitasse di incontrare) che si crea una seconda personalità (Lewis Carroll) dedita alla continua creazione di fiabe, filastrocche e indovinelli certo non godrebbe oggi di un'immagine al di là di ogni sospetto. Ma - nevrosi, manie e perversioni a parte - il contributo di Carroll alla letteratura (e alla fotografia) è indiscutibile. Il celeberrimo Alice nel Paese delle meraviglie per esempio nasce come libricino scritto e disegnato a mano (come una lettera d'amore) e consegnato alla piccola Alice Liddell nel 1863, in ricordo di una deliziosa gita sul fiume avvenuta un anno prima, durante la quale il reverendo aveva allietato Alice e le sue due sorelle con una fiaba improvvisata che rappresentava il nucleo originario attorno al quale l'autore aveva nei mesi successivi creato un mondo intero di paradossi, magie, buffe creature saccenti che parodiavano irresistibilmente la cultura e la società vittoriana. Il libro di Gianna Sarra è un saggio su Lewis Carroll travestito da romanzo epistolare (seppur asimmetrico e incline a cadere preda di lunghe divagazioni storico-letterarie, per la verità), arricchito da qualche celebre fotografia d'epoca. Un modo gradevole e non troppo cattedratico per approcciarsi a una delle storie d'amore più controverse di tutti i tempi, se amore possiamo definire il rapporto di dipendenza non sempre limpida che lega un collezionista a una splendida farfalla proibita.

 

 

 

 
 
 
 
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