Il commissario e il silenzio

Il commissario e il silenzio

Il commissario Van Veeteren ne ha viste tante, troppe per poter continuare a illudersi di essere protagonista di una vita normale. Delitti di ogni genere, omicidi, stupri, vendette; sente la necessità di fermarsi. Non può fare a meno di pensare a quel cartello affisso nella libreria antiquaria incastonata tra Kellenerstraat e il vicolo Kupinski: “CERCASI COLLABORATORE EV. COMPROPRIETÀ. F.KRANTZE”. Van Veeteren immagina una nuova dimensione, fatta di catalogazione e rapporti con i clienti, di analisi e lettura, ben diversa dalle corse a perdifiato nel cuore della notte per risolvere casi sempre più efferati. Finge di prendere tempo ma in realtà ha già deciso. Se ne accorge ogni volta che passa dalle parti della libreria per controllare se c’è ancora quel cartello, il suo biglietto di sola andata per una vita alternativa. Certo, lasciarsi alle spalle tanti anni in polizia non sarà facile, ma potrà sempre vedere i colleghi per brindare ai bei tempi andati, tempi di inseguimenti e indagini rompicapo, di macabre scoperte e impeccabile servizio. Sulla scrivania però c’è un caso che scotta e quindi il ritiro dovrà aspettare almeno finché il colpevole del brutale omicidio di una ragazza non sarà assicurato alla giustizia. Si ricomincia…

Håkan Nesser ci racconta di un Van Veeteren stanco di stare a contatto con il “lato oscuro dell’esistenza”, pronto a mollare il distintivo per inseguire la tranquillità di un lavoro in una libreria antiquaria, ma ancora una volta il senso del dovere e il desiderio di giustizia prevalgono. Una ragazza viene barbaramente uccisa mentre si trova in una colonia estiva organizzata dalla discutibile setta religiosa della Vita Pura e le indagini si infrangono contro il muro di omertà eretto dagli appartenenti alla setta, poco avvezzi a rivelare le loro pratiche a media, forze dell’ordine e semplici curiosi. La strada pare senza uscita, con il commissario che sembra sempre a un passo dal perdere la calma, snervato dai silenzi e dalle bugie delle appartenenti alla congrega di Jellinek, carismatico e ambiguo santone che attirerà quanto prima i sospetti della polizia. La verità però va letta fra le righe, e tra le ambientazioni silvestri il male busserà ancora alla porta delle giovani ragazze della setta, alimentando il panico e la diffidenza. Nessuno si fida di nessuno e tra false piste, misteriose dritte e (in)soliti sospetti si dipana una trama articolata con solido mestiere dall’autore svedese che, ormai, non è più una sorpresa. Sebbene flirti di tanto in tanto col noir Nesser mostra in quest’opera di saper essere anche un giallista purosangue, di quelli che tengono incollato il lettore fino all’ultima pagina per scoprire la cosa più intrigante e allo stesso tempo semplice del mondo: chi è l’assassino?



 

 

 
 
 
 

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