Il complotto delle statue di cera

Il complotto delle statue di cera

È il 997 e Arduino, marchese di Ivrea e aspirante Re d’Italia, è nella sua roccaforte a Sparone. Deve arginare gli attacchi dei suoi nemici: l’ultimo colpo subito è il tradimento di Ruggero, che lui credeva suo fedele soldato e invece faceva il doppio gioco per il vescovo Warmondo. Nel frattempo Brunetto, un giovane locandiere goffo e senza grazia, scopre di avere un dono prezioso: sa raccontare delle storie avvincenti e proprio con una di queste storie un giorno riesce a salvare dal suicidio la giovane dama Berta degli Obertenghi, moglie di Arduino, vittima di attacchi di catatonica follia... Un altro luogo, un’altra era. L’insegnante torinese Milo Franzosi sta facendo uno dei suoi soliti giri fra le bancarelle di via Po. Il suo tempo libero si è dilatato da quando è stato licenziato dalla scuola per un diverbio con il preside. A un certo punto gli passa accanto un ragazzo dall’aria preoccupata, sembra sia in fuga da qualcuno. Quando il suo sguardo si ferma su due uomini dall’imponente fisico da guardie del corpo Milo capisce che le preoccupazioni del ragazzo sono reali e lo aiuta a scappare dai due uomini accompagnandolo con la sua Vespa in un centro d’accoglienza in cui ha lavorato qualche anno prima. Scopre così che il ragazzo si chiama Eric Vastano, è il figlio del presidente della Globo Fin Service. Un ragazzo che il padre definisce problematico. Eric racconta a Milo, che nel frattempo è diventato il suo insegnante privato, di avere un incubo ricorrente. Nel suo incubo assiste a un feroce omicidio che avviene sempre in una villa con un fauno di pietra a far guardia all’ingresso. L’assassino dell’uomo non è umano, è un volto privo di lineamenti da cui improvvisamente salta fuori una bocca irta di denti. Milo in un primo momento pensa che Eric soffra di allucinazioni, ma quando viene rapito da due strani personaggi che gli parlano di demoni, realtà parallele e “simulacri umani” comincia a pensare che la realtà sia strettamente connessa ai sogni di Eric. Così comincia a indagare…

Le oltre cinquecento pagine che compongono Il complotto delle statue di cera si snodano fra diverse epoche storiche: nel Medioevo di Arduino e Ottone III, passando per l’epoca dell’Inquisizione e ai processi ad alcune “masche” diaboliche durante il regno di Vittorio Amedeo II di Savoia, per poi proseguire negli anni del Movimento del 1977 e arrivare dalla strage del Traforo del Monte Bianco del 1999 fino al 2008, ovvero la linea temporale principale, che fa un salto quantico fino al 2038. Cosa hanno in comune queste epoche storiche? Il filo rosso che le unisce è la presenza di quel simulacro umano passato alla storia come Golem: una statua che grazie alla magia è capace di prendere vita ed eseguire ordini e comandi di un signore, Sekhmet, che ovviamente è Oscuro e votato al Male. La sua nascita è possibile grazie alle istruzioni contenute nel Manuale di Arduino. L’autore si ispira al romanzo storico (ed è davvero imponente la ricerca storica e prosopografica che ne sta alla base) e al fascino mistico di Torino per sconfinare nei campi dell’esoterismo e della fantascienza, ma purtroppo il tentativo non riesce davvero a decollare: la storia resta chiusa in se stessa e i balzi temporali sono un ordito troppo labile per creare una trama coesa. I personaggi restano piatti come le statue di cera da cui rifuggono, forse anche per lo stile di scrittura asettico che non soddisfa il lettore abituato alle atmosfere di terrore dei maestri del gotico (uno fra tutti, il visionario Gustav Meyrink), cui il testo ambisce. Le illustrazioni in carboncino di Silvia Rocchi che accompagnano il testo sembrano raccontare un’altra storia e si ispirano agli incubi di Eric più che allo stile ragionato e anemozionale del romanzo.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER