Il complotto Toscanini

Il complotto Toscanini
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Il colonnello Luigi Mari si concede una birra nel solito bar prima di andare a teatro. Sua moglie questa volta non è al suo fianco, il lavoro la obbliga a rimanere nel suo atelier fino a tardi per accontentare le signore che il giorno dopo parteciperanno ad una festa all’ambasciata britannica. La lirica inoltre è una passione più che altro del colonnello e la lingua tedesca in cui verrà cantata ha messo la firma sulla rinuncia della consorte a partecipare all’evento. Ma quell’invito, recapitato a mano da un poliziotto a casa del colonnello da parte del prefetto Carlo Rescigno, suo ex commilitone, ha un secondo fine. Alla fine del primo atto infatti Mari e Rescigno si incontrano nel petit foyer e, dopo qualche convenevole, al colonnello viene presentato il consigliere di stato Riccardo Baccini, persona molto vicina al presidente Luigi Einaudi, che non manca di invitare Mari a una visita al Quirinale senza far mistero sull’intenzione di coinvolgerlo in questioni importanti che richiedono impegno e discrezione, e lui figura importante dell’antifascismo liberale non può sottrarsi ad una tale richiesta in un momento tanto delicato della storia del paese. A lui viene affidato in un incarico sotto copertura: il compito di indagare i legami tra il compositore Arturo Toscanini ‒ a cui il presidente Einaudi vuol conferire la nomina di senatore a vita ‒ e Alberto Rinaldi, un importante medico morto quattordici anni prima nel 1935 a Piazze, un paesino della Val di Chiana, sul cui nome incombe un mistero fatto di cure miracolose e pazienti famosi in tutta Europa, un nome in qualche modo strettamente legato a quello di Toscanini…

Filippo Iannarone infonde la sua grande passione per la musica in questo suo romanzo d’esordio che punta il riflettore sui secondi anni Quaranta, quel delicato momento storico del nostro paese in cui faceva i suoi primi passi la Repubblica: un’Italia ancora segnata dal fascismo e dalla guerra, un’Italia in cerca di identità. Un libro che ci offre la possibilità di approfondire alcuni aspetti di un momento storico che ha visto succedersi tanti eventi le cui ripercussioni sono arrivate fino si giorni d’oggi e lo fa da un punto di vista privilegiato perché le vicende del colonnello Mari sono liberamente ispirate alla figura del generale Michele Iannarone, zio dell’autore, antifascista e partigiano che sin da piccolo ha condiviso con lui tanti racconti sui molti risvolti della politica e della storia che ha vissuto in prima persona, nonché documenti storici originali che hanno dato il la alla nascita di questo romanzo. Un giallo storico ben costruito destinato a far crescere la curiosità non solo su Arturo Toscanini facendo luce sugli aspetti meno noti della sua vita, ma anche su vicende che meritano la nostra attenzione.



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