Il comunista che mangiava i bambini

Il comunista che mangiava i bambini
Metà anni ’80: l’Unione Sovietica è prossima al collasso e Andrej Romanovic Evilenko, insegnante e fervente comunista, è sempre più convinto che i primi nemici del popolo siano ora al governo. Quel Gorbacev poi, con la sua politica suicida e libertaria, incarna alla perfezione lo spirito di un partito che ha ormai rinnegato se stesso e che è destinato alla sconfitta. Questo non fa dormire sonni tranquilli ad Andrej ma lui non si rassegna. Sa di essere uno dei pochi a credere nell’ideologia comunista più ortodossa e ciò lo riempie d’orgoglio. Andrej però non è solo un insegnante iscritto al partito. Dietro la montatura spessa dei suoi occhiali si cela un brutale assassino di bambini…
Basato sull’inquietante vicenda di Andrei Chikatilo, serial killer che ha violentato, ucciso e mangiato oltre cinquanta tra bambini, adolescenti e giovani donne  seminando il terrore in un’Unione Sovietica già in crisi politica e ideologica, Il comunista che mangiava i bambini è un coinvolgente thriller scritto dal giornalista e regista David Grieco che, con ritmo incalzante e serrato, racconta una storia che si dirama su due binari (la soggettiva del “mostro” e quella del detective Vadim Lesiev, incaricato della sua cattura) destinati inevitabilmente a incontrarsi.  Evilenko (pseudonimo discutibile, per non dire ridicolo) è un uomo malato e dilaniato da profondi contrasti, assorbito a tal punto dal partito da perdere ogni contatto con la realtà (e con la propria umanità) quando si accorge dell’irreversibile declino del comunismo. La sua furia omicida, bestiale e atroce ma allo stesso tempo fredda e razionale, ha sconvolto la polizia e il popolo sovietico, fino a quel momento digiuno di uomini così inspiegabilmente perversi. La caccia all’uomo, per anni infruttuosa e ricca di passi falsi, ha inoltre messo in luce tutti i limiti delle autorità sovietiche, soffocate dalla burocrazia e ancorate a tecniche d’indagine obsolete. Emblema di un crollo psichico, fisico, morale e ideologico, Evilenko turba e fa pensare. E, di questi tempi, non è poco.

 

 

 

 
 
 
 

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