Il condominio

Il condominio
Agli inizi del secondo millennio, alla periferia di Londra, un enorme condominio si innalza da terra scagliandosi contro il cielo: ecco il simbolo della potenza dell’uomo, un virtuosismo architettonico che eguaglia la creazione divina, una città verticale che sale per oltre 40 piani ed ospita duemila nuclei abitativi. Al suo interno sono racchiuse tutte le comodità della vita moderna: banche, negozi, piscine, scuole materne, palestre e ristoranti. Eppure Robert Laing - giovane medico che ha rinunciato ad esercitare la professione a favore dell’insegnamento - è accovacciato sulle piastrelle distrutte del suo balcone a mangiare i resti di un pastore tedesco, scaldandosi ad un fuoco alimentato da un elenco telefonico. Cosa ha causato il dissesto del maestoso condominio e della vita dei suoi abitanti? Tutto era cominciato una sera di qualche mese prima, un banale blackout verificatosi nel palazzo aveva messo in agitazione i residenti, sinché, tornata la luce, il cadavere di un levriero afgano era stato ritrovato morto nella piscina del decimo piano. Chi poteva aver compiuto un gesto così spietato ai danni di un cucciolo indifeso? Richard Wilder - conduttore di una piccola emittente locale - aveva imbracciato la sua telecamera per riprendere l’evolversi degli eventi, mentre Anthony Royal - ricco architetto che rivendicava la paternità progettuale del palazzo - osservava dall’alto del suo attico lo sviluppo di questa strana vicenda…
La prima pubblicazione de Il condominio risale al 1975, anni in cui la fitta concentrazione metropolitana tipica della società di massa era ancora agli albori, quindi a buon diritto possiamo sottolineare come questo romanzo fantascientifico rappresenti una narrazione futuristica di stampo profetico. Infatti tutti i temi raccontati da Ballard - il vertiginoso sviluppo verticale delle nostre città a partire dalla seconda metà del novecento; la suddivisione dei ceti sociali per piano; lo spaventoso senso di isolamento dell’uomo moderno, immerso tra migliaia di persone eppure così solo; la totale indifferenza per i problemi altrui, elementi di disturbo nel nostro quieto vivere - sono una splendida e riuscita metafora dell’età contemporanea. Una piacevole coincidenza, sempre di quegli anni, è l’uscita nel 1976 de "L'inquilino del terzo piano", thriller psicologico diretto da Roman Polanski che non ha nulla di fantascientifico, ma che indaga  - in modo simile a Ballard  - i rapporti tra abitanti all’interno del medesimo stabile, rapporti che anche in questo caso finiscono in maniera tragica. Ne Il condominio, tuttavia, non convince la struttura narrativa scelta dall’autore, che presenta lo sviluppo dei fatti dal triplice punto di vista di Robert Laing, Anthony Royal e Richard Wilder finendo per essere eccessivamente ripetitivo in alcuni punti del testo.

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