Il convento sull’isola

Il convento sull’isola
Nel suo ufficio alla Questura di Milano il vicecommissario Enea Zottìa viene raggiunto dalla telefonata di Chicca. La giovane locandiera di San Giulio di Orta, dopo averlo messo al corrente degli innumerevoli furti che si stanno verificando all’interno delle ville signorili presenti sull’isola e della misteriosa vicenda di un quadro che scompare e riappare, lo esorta a nome di Suor Venanzia a recarsi sul posto per indagare. La madre superiora del convento di clausura Mater Ecclesiae, profondamente turbata da questi avvenimenti, ricorda che un anno prima sull’isola il poliziotto aveva indagato e risolto con bravura il caso di un omicidio. È da tanto tempo che Zottìa non si occupa più di acciuffare ladri ma decide ugualmente di partire sperando di trovare sollievo al tormentato ricordo della separazione dalla moglie. L’ambiente conventuale lo mette in una condizione di disagio, ma presto la sua attenzione viene catturata da Giulia Castelli, donna giovane e ricca, affascinante e misteriosa che si è ritirata a vivere sull’isola. Mentre il rinvenimento del cadavere di un modesto lavorante, ucciso in una stradina appartata con un violento colpo alla testa, lo induce ad avviare ben altro genere di indagini rispetto a quelle per cui si era mosso da Milano…
Esordiente giallista nel 1997 con Testimone invisibile, Marco Polillo, presidente dell’Associazione Italiana Editori, appartiene alla categoria dei narratori seriali che si attaccano a un personaggio e ne reiterano le vicende. Fidelizzando il lettore, ha dato vita a un protagonista, il vice commissario Enea Zoppìa, ben diversa dalla figura canonica dell’investigatore, la cui forza attrattiva è quella di presentarsi nelle sembianze di un emotivo e impacciato uomo romantico, un poliziotto pulito e sospinto da un inguaribile impulso alla verità. Ora è da pochi giorni in libreria il nuovo romanzo Il convento sull’isola. Un libro a doppia faccia: sobrio nella scrittura, con una voluta patina opaca nello svolgimento della narrazione; ma agitato da passioni e impulsi raccontati con ironica appartenenza. Il suggestivo richiamo al paesaggistico scenario lacustre di San Giulio di Orta e il ritmo lento ma avvolgente della trama danno vita a un affresco dalle ombrose tinte di un giallo d'antan. Nel quale Polillo lascia a poco a poco intravvedere la verità che si cela dietro a una serie di furti e di due omicidi, inaspettata anche per il più incallito frequentatore della letteratura di settore.

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