Il cosmo secondo Agnetha

Il cosmo secondo Agnetha
Daniele non sa dire di no. Qualunque sia la richiesta che gli viene posta la risposta sarà sempre sì. La motivazione giace nel rapporto castrante, soffocante, alienante con la madre Lina, il cui unico sogno è quello di vedere il figlio sfondare nel mondo della letteratura rosa, se a tinte forti ancora meglio. Frustrato dall’impossibilità di dire no si ritrova a tradurre storielle per casalinghe frustrate e a confezionare romanzi per gay arrapati. I titoli più disparati fanno capolino nella sua carriera di scrittore intristito: Tenero Guerriero, La stagione degli alberi da frutta, Il pozzo sulla scogliera sono solo alcuni tra i tanti. Pur non volendolo Daniele si ritrova a vestire i panni di un pornografo maniacale che descrive con dovizia di dettagli le performance di uomini assatanati, rappresentazione perfetta degli avventori del cinema porno Venere. Colette, braccio destro di Daniele/Danielita, secondo cui tutti siamo bisessuali - omosessuali a parte - è un moderno Virgilio che ci accompagna nel cosmo della sessualità declinata in tutte le forme possibili. E Agnetha Fältskog, l’intrigante e bionda protagonista degli Abba? Lei c’entra, più di quanto si possa immaginare...
Daniele Vecchiotti, esordiente nell’antologia di racconti Men on men 4 curata da Daniele Scalisa per Mondadori e autore di un prolifico blog all’indirizzo http://danielevecchiotti.splinder.com/ affronta con tono ironico, senza dimenticare la sensibilità del mondo gay e dell’umanità in generale, il tema della sessualità contemporanea quando non inscrivibile al modello comune da tutti accettato in quanto stereotipato e imposto. Il suo racconto è una visita accurata e strabiliante del mondo omo, quasi a voler dare legittimità da una parte a chi viene considerato diverso e dall’altra ponendo l’accento sulla sempre più frequente autoesclusione degli omosessuali dalla comunità. Se è vero che la comprensione manca da parte di chi si ritiene normale è anche vero infatti che chi ha deciso di assecondare una natura altra non fa niente per farsi percepire uguale o perlomeno simile. La sessualità è scandagliata in ogni impulso e mania, alternando a descrizioni esilaranti il vuoto, la solitudine e la difficoltà di fare fronte a una società poco comprensiva. La qualità più spiccata di Vecchioni è lo stile acuto e consapevole: sa caratterizzare i personaggi, rendendoli icone immortali come quelle a cui si ispira. Mina e la Carrà sarebbero state la scelta più ovvia per un titolo accattivante e immediato, lui invece sceglie una star certamente meno conosciuta ma intrigante, affascinante proprio per la sua indole ‘comune’, lontana dalle manie di protagonismo delle star internazionali. Un ottimo esordio.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER