Il criminale

Il criminale

“Cerca di stare alla larga dai casini, d’ora in avanti. Non ti voglio rivedere qui dentro nei prossimi cinque mesi che ti restano per diventare maggiorenne. E dopo, dammi retta, sarà molto peggio”. Sono le parole che Consiglio Spada, per tutti Sbrego a causa della cicatrice che campeggia sul suo viso, si sente dire dal direttore del carcere minorile dal quale sta uscendo. Ma mettersi nei guai fa parte della sua indole: è sempre stato abituando alla violenza sin da bambino. È di origini sinti e suo padre è un giostraio nomade, che vive di espedienti e piccoli furti. E ora che è fuori, Sbrego non ha alcuna intenzione di tornare in una casa in cui nessuno lo sta aspettando. Ha solo le cinquemila lire che il direttore del riformatorio gli ha lasciato. Così, inizia una vita randagia: dopo l’incontro su un treno con uno strano tizio che si fa chiamare Lucente, si ritrova in una comunità hippie in Toscana, dove impara a cacciare con l’arco; poi a Genova, dove resta involontariamente invischiato in una rapina in cui ci scappa il morto. Perennemente in fuga, la vita di Sbrego cambia quando incontra Zoe, una ragazza che ha una personalissima visione della società e del mondo, che decide di seguirlo e di cui s’innamora. Insieme, compiranno furti, rapine, sequestri, omicidi, inseguimenti rocamboleschi, sino a diventare la coppia più ricercata d’Italia, meritandosi l’appellativo di “Bonnie & Clyde”. La loro è ormai una fuga disperata, destinata a concludersi quando vengono braccati dalla polizia…

È la notte del 23 marzo 1987 quando le forze dell’ordine riescono a mettere le mani su Giuseppe Mastini, conosciuto da tutti come “Johnny lo Zingaro”. È la fine di una fuga rocambolesca che ha lasciato dietro di sé una scia di sangue, tra cui quello dei poliziotti Michele Giraldi, ucciso, e Mauro Petrangeli, rimasto gravemente ferito. Con Il criminale Massimo Lugli, scrittore e giornalista di cronaca nera di lungo corso, ripercorre le vicende di uno dei criminali più pericolosi della storia italiana. Attraverso una scrittura totalmente in prima persona, l’autore romano si cala nei panni di Sbrego, un ragazzo nemmeno maggiorenne che intraprende un vero e proprio viaggio-fuga per le strade della penisola, rendendosi protagonista di un crescendo di crimini efferati, violenti. Ad accompagnarlo in un questa follia c’è Zoe, una ragazza problematica, che pensa che l’ignoranza, la miseria, la violenza siano il prodotto di una “società che schiaccia i più deboli”; un personaggio ispirato da Zaira Pochetti, la donna che seguì Johnny lo Zingaro nelle sue ultime scorribande. Azione, adrenalina, violenza; sentimenti quali l’odio, l’amore, la solitudine e la vendetta: sono gli ingredienti con i quali Lugli condisce una scrittura densa, tesa, veloce. Una corsa furibonda contro un destino al quale Sbrego e Zoe sembrano destinati e condannati; l’illusione che le loro gesta non avranno conseguenze perché il loro amore supera ogni cosa, racchiusa in una promessa di sole due parole: “per sempre”. Ma tutto ha una fine. Sbrego lo scopre sulla sua pelle quando la fuga finisce e dopo aver assistito all’assurda pantomima tra poliziotti e carabinieri che si contendono il suo arresto, deve affrontare un processo dall’esito scontato, lontano dall’unica persona che lo ha capito ed amato. Il criminale è un noir dal doppio volto: da una parte la violenza, quella pura e disarmante, di Sbrego, un personaggio che ricorda da vicino Max Dembo, il protagonista di Come una bestia feroce di Edward Bunker; dall’altra, un amore che non conosce confini e differenze sociali e culturali. Un romanzo che, tra puttane, ladri, tossici, hippy, guardie giurate, sbirri, avvocati, giudici, camionisti, camorristi, delinquenti, zingari e barboni, mostra tutta la sua forza in un caleidoscopio di umanità, declinando, attraverso gli occhi del suo protagonista, le diverse forme che può assumere il concetto di libertà.



 

 

 

 
 
 
 

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