Il cromosoma Calcutta

Il cromosoma Calcutta
Antar, esperto egiziano di Informatica, vive a New York dove lavora per l’Iwc, un'organizzazione internazionale nata con l’intento di monitorare le risorse idriche del pianeta. Mentre il programma di analisi dei dati computerizzati compie le solite operazioni di routine scandagliando serie infinite di file, ad un tratto tutto il sistema Ava entra in panne: il blocco è causato da una catenina di metallo di quelle utilizzate per portare tessere identificative appese al collo o al polso. Un rapido controllo dei dati della card permette di risalite ad un indiano di nome L. Murugan, visto per l’ultima volta a Calcutta il 21 agosto 1995. Murugan era arrivato in città attratto dagli studi scientifici di Ronald Ross, che nel 1898 scoprì in che modo la zanzara della specie Culex pipiens è coinvolta nella trasmissione della malaria, vera e propria intuizione che gli valse il Nobel nel 1902. Eppure gli studi dell’inglese Ross sembrano fare acqua da più parti, così Murugan - a cent’anni di distanza - è intenzionato una volta per tutte a fare luce sulla vicenda, svelando i misteriosi  retroscena legati al Cromosoma Calcutta…
Miscelando tra loro Fantascienza, Thriller e Filosofia, Amitav Ghosh mostra una capacità unica - simile alla magia: riuscire a stregare il lettore grazie alle doti della propria scrittura che, più che avere uno stile, sembra crearne di nuovi, costantemente originali, inconsueti ed irripetibili. Con un flusso letterario che cambia di intensità e getto a seconda dei protagonisti e del loro punto di vista sulla vicenda, Ghosh crea un melting pot narrativo che spazia dal ricercato al colloquiale e che accompagna, piegandosi alle esigenze della storia, fatti degli ultimi anni del ‘800 oppure proiettati in un futuro prossimo governato dalle tecnologie. E’ incredibile come questo autore - di opera in opera - riesca a misurarsi con generi di volta in volta differenti, ma sempre ricondotti e domati dalla maestria della propria penna. Aprendosi a getto sopra il lettore, le maglie della rete narrativa avvolgo e rapiscono, trascinandoci in questo profondo e infinito abisso creato dall’eco della voce più autorevole del XX secolo. Forse è il caso di fermarsi qui con le parole, non renderemmo mai giustizia a quest’opera, pertanto preferiamo apporre un timbro:  “magistrale”.

 

 

 

 
 
 
 
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