Il cuore delle ragazze arde più forte

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Sembra essere ancora un albero, ed è senza ombra di dubbio l’aspetto più singolare di quel tempio, che si può notare davvero soltanto avvicinandosi, perché da lontano non ci si fa caso. Quella porta infatti appare luminosa, impavida, solenne. Il legno con cui è fatta proviene da un bosco a nord ovest di Indravalli, coltivato da una donna anziana – si dice addirittura ultracentenaria – e senza figli che, una volta capito che non sarebbe mai stata in grado di generare dal suo ventre, ha cominciato a piantare alberi per avere qualcosa a cui donare amore e di cui prendersi cura. Una volta un giornalista arriva perfino a intervistarla e lei risponde con gentilezza alle sue domande. Lei non si sente sola, ha centinaia di figli, quegli alberi sono i suoi bambini. L’uomo a quel punto la definisce una donna davvero fortunata perché ha tutti quei figli maschi a farle compagnia, ma lei lo corregge: ha ragione a dire che è fortunata, ma perché quelle sono le sue figlie, così come figlia di una madre che è passata ai più è Poornima, che si reca al tempio una volta al mese…

Vicenda molto canonica simile a tantissime altre già narrate – pure meglio – dalla letteratura e anche attraverso differenti veicoli, in primo luogo il linguaggio della cinematografia, che nel subcontinente indiano è industria di assoluto prestigio, raccontata con un tocco di realismo magico, empatia ed emozione, buona e varia caratterizzazione di ambienti e personaggi e agilissima sobrietà, ma senza guizzi né particolare spessore, e non aggiungendo in definitiva nulla al genere di riferimento. Quella che si sviluppa tra le pagine riunite sotto il retorico titolo (quello originale è molto più bello, significativo, asciutto ed efficace, Girls Burn Brighter ) Il cuore delle ragazze arde più forte ‒ che pavlovianamente riflette quello di una non riuscita pellicola, diversa in tutto, di Pupi Avati ‒ è la storia di Poornima. Sedicenne orfana di madre, vive nel villaggio di Indravalli con i cinque fratelli e il padre che, nella struttura gerarchica che ancora oggi rifiuta di fatto ogni sorta di ascensore sociale, appartiene a una casta ben precisa, quella dei tessitori: non è certo un padre dolce, ma non ha nemmeno gli strumenti per esserlo. Ha bisogno semplicemente che la figlia faccia il suo dovere, lo aiuti con i preziosissimi sari che realizza e che si sposi presto con un buon marito. Poornima però ha altri pensieri nella testa e sentimenti nel cuore, e un giorno quando torna a casa si imbatte in una ragazza mai vista e conosciuta, con cui però subito intreccia un importante legame.



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