Il decennio perduto

Il decennio perduto
È domenica, una pazza domenica, quando Joe Coels - ventottenne sceneggiatore hollywoodiano, che non è ancora riuscito a sfondare - viene invitato dal celebre regista Miles Calman per un aperitivo a casa sua. Joe sa benissimo che questa è un’occasione importante per la sua carriera: nella villa dei Calman incontrerà personalità di spicco dell’ambiente cinematografico e, comportandosi nel modo giusto, avrà l’occasione di stringere contatti di un certo peso. Eppure, nonostante la promessa di rimanere sobrio, una volta varcata la porta e aver incrociato lo sguardo di Stella - moglie di Calman - un buon cocktail sembra la soluzione migliore per sciogliere la serata. Ma al primo bicchiere ne segue subito un altro, e poi un altro ancora, e l’alcol gioca brutti scherzi quando si ha di fronte un pianoforte, una platea di VIP hollywoodiani e canzoni sconce per la mente… Non è facile per Louis Trimble spiegare a Orrison Brown dove ha passato gli ultimi dieci anni della sua vita, proprio mentre il Rockefeller Center veniva completato. È stato assente, nonostante tutti si ricordino di lui. Si è allontanato dalla vita, immerso in un decennio perduto, lontano dal mondo e dalle sensazioni. Forse per questo Louis non è in grado di scegliere un posto in cui mangiare qualcosa in città, e alla domanda “che cosa desiderate vedere di più?”, l’unica risposta plausibile sembra essere “la parte posteriore della testa delle persone, il loro collo. Come le teste sono unite ai loro corpi”…
Il decennio perduto di Francis Scott Fitzgerald che dà il titolo a questa breve raccolta di quattro racconti è quello che va dal 1930 al 1940. Lasciato alle spalle il successo de Il grande Gatsby e conclusa la ruggente età del jazz, Fitzgerald approda in un periodo di profonda maturità e desolazione: conscio del proprio talento, impiegherà più di nove anni per concludere nel 1934 Tenera è la notte, non ottenendo mai - neanche dopo cinque complete stesure e revisioni - una versione in grado di soddisfarlo appieno. Nel frattempo, oppresso dai debiti e incapace di gestire la malattia della moglie Zelda, Scott dà il via ad una fervente attività come autore di racconti: un modo per incassare in fretta grazie alla propria penna ma che, al tempo stesso, finisce per affossarlo e consumarlo. E se questo non dovesse bastare, dagli anni ’30 Fitzgerald si dedica anche all’attività di sceneggiatore hollywoodiano - i tentativi per sbarcare il lunario non finisco mai - lesinando ancor di più il tempo da dedicare ai propri romanzi. In questo contesto, i racconti raccolti in questo volume - composti con uno stile cristallino e un ritmo vicino alla perfezione - acquisiscono un valore ancora maggiore. Come piccole perle, scritte tra il 1932 e il 1939, aprono il sipario sulla vita reale dell’autore che, svanito il successo e la popolarità, ora è costretto a fare i conti con l’alcolismo e  un’esistenza vissuta forse troppo intensamente e per questo già sulla via del tramonto. Troviamo quindi, in queste pagine, un Fitzgerald in declino, impegnato a raccontarci la propria rovina con un’onestà capace di commuovere. 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER