Il dentro del suono

Il dentro del suono
Una telefonata dall'altro capo del mondo avverte Donatella della morte di Alfred, il marito della sua adorata zia Carla, una "zia" non per motivi di sangue ma di un affetto profondo che per anni ha legato sua madre a quella donna così lontana. Una donna che adesso le chiede un grande favore: ospitare in casa Matteo, suo figlio, per permettergli di metabolizzare quell'evento. Forse Roma lo aiuterà a placare, per quanto possibile, il suo dolore. Quando lo incontra, Donatella si rende conto del tempo passato, di come è cambiato quel ragazzino che molti anni prima aveva visto nel viaggio che lei e la madre avevano fatto per stare accanto alla loro amica. Di fronte a sé ha un sedicenne maturo e profondo, che ama inventare storie, personaggi con cui riesce a svelare il mondo sconfinato che ha dentro. Un giovane uomo, in realtà, ricco di sfaccettature, angoli nascosti, particolari da conoscere e in cui perdersi, anche attraverso la lettura di quello che la fantasia e i ricordi gli suggeriscono. Un sedicenne capace di tenerla piacevolmente lontana dal suo mondo. Matteo, così diverso da Riccardo, suo marito, che non sembrava essere più in grado di convincerla che erano insieme per un motivo valido. Lui, il padrone di casa, spesso arrogante, sicuro di sé e della sua posizione sociale, l'altro, l'ospite, con il suo mondo di cose da dire che giorno dopo giorno la attira a sé. Ma non si può, o meglio non si deve, soprattutto se le convenzioni imposte non lo permettono, accorgersi di provare sensazioni profonde per un ragazzo di quell'età, per il figlio di una cara amica, non grande abbastanza da far fronte serenamente allo scompiglio emozionale che la vicinanza di una donna riesce a causargli...
Un libro soltanto esteriormente sottile e dalle dimensioni ridotte. Parlare dei sentimenti, indagare su quello che capita a due esseri umani quando si incontrano è un'impresa delicata. Il tentativo di Paolo Izzo è apprezzabile, perché permette al lettore di conoscere tutti gli elementi in gioco, riferendogli anche i pensieri dei due protagonisti, il loro gioco di sguardi, di silenzi, l'evoluzione della loro intesa che non è mai semplice ammiccamento. Forse lo slancio poetico che muove lo scrittore in alcuni passaggi è tanto da portarlo a scegliere ardite manovre lessicali, che per fortuna però non rovinano mai un romanzo decisamente molto convincente.

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