Il destino degli strumenti musicali

Il destino degli strumenti musicali
Guglielmina di Blasi abita da sola nel suo appartamento. È un insegnante in pensione che forse si interessa un po’ troppo di ciò che accade nel suo palazzo. No, non è pettegola, solo che si chiede dove sia finito un suo vicino di casa. È un giudice siciliano molto affermato, che sta lottando contro la mafia, ma Guglielmina è un po’ che non lo vede e non lo sente. Sarà andato in villeggiatura? Il resto del palazzo sembra ignorare quella che a poco a poco si concretizza come una strana scomparsa. Guglielmina non se ne dà pace e armata di determinazione e spirito investigativo, di intuito e autoconvinzione, decide di avviare una sua personale indagine. D’altronde “il solo pensare non sarebbe servito a niente”. Bisogna ricostruire i fatti, seguire gli ultimi movimenti del giovane giudice, cosa non troppo semplice considerando che chiunque la incroci nelle sue ricerche, anche i colleghi dello stesso giudice, sembrano ostacolare tutti i suoi movimenti. Omissioni, mezze frasi, tutto in pieno spirito siciliano. Per fortuna Guglielmina ha “l’occhio lungo” e la vicenda del suo vicino di casa non la convince, come non la convincono le risposte di coloro che gli stanno vicino, gli sguardi e tutto questo silenzio intorno a quella che ormai è evidentemente una scomparsa, ben lontana da una vacanza improvvisa. La vicenda non convince neanche una giovane giornalista e un ispettore. Ormai è ufficiale: il giovane giudice è scomparso…
In un’orchestra ogni singolo strumento se preso singolarmente non ha significato e non svolge nessuna funzione determinante: è nella combinazione del tutto che si disegna la melodia, che nasce qualcosa di nuovo che, senza la “collaborazione” del singolo strumento, non avrebbe senso. Questo è un po’ il senso de Il destino degli strumenti musicali di Giovanni Fragapane. L’intero si ricompone se vengono incastrate tutte le parti, un significato che prescinde dal singolo ma si attua solo nel tutto. La protagonista del romanzo riesce a fare suonare l’orchestra da abile direttore. Una donna piena di spirito, determinata e intuitiva. Non c’è niente da fare, l’assenza del suo vicino di casa non la convince e va sbrogliata la matassa. Con un tono appassionato e a tratti ironico Fragapane ci racconta la storia di Guglielmina, sì, proprio la sua, non tanto quella del giudice scomparso, che diventa sfondo e occasione per disegnare un personaggio forte e determinato, che fa a botte con l’omertà di chi la circonda ma che non si fa abbindolare. Fino a quando le sue ragioni trovano realizzazione: questa scomparsa non convince neanche una giornalista né un ispettore. Tutto si conduce con una passione e un’ironia tipicamente del sud, fino alla risoluzione di un puzzle. 

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