Il detective che ama i libri

Il detective che ama i libri
Clifford Liberty Janeway, di anni trentasei, di norma ha il sonno leggero. Ma stanotte è come se si trovasse sperduto in un altro mondo, meglio: in un’altra galassia. D’altronde, si può dire che sia una settimana che in pratica non chiude occhio. Così il telefono squilla, e lui ci mette un po’ a rendersene conto. Se ne accorge per prima accanto a lui la moglie, svegliata da quel frastuono. La mano di Cliff si allunga meccanicamente fino al comodino e finalmente solleva il ricevitore: dall’altro capo Neal Hennessay lo strappa ai suoi incubi omicidi con protagonista Jackie Newton, il suo nemico, e gli annuncia che si trova in un vicolo dalle parti della Quindicesima, a due passi del Denver Post. Sembra proprio che sia il momento di occuparsi di un altro caso, in apparenza del tutto simile ai precedenti…
Un detective è per definizione un uomo d’azione, ma menare all’occorrenza le mani non è certo l’unico suo dovere professionale. Spesso, infatti, più della forza bruta può l’ingegno, in tutte le forme in cui esso decida di manifestarsi, attraverso l’intuizione o una solida base culturale che consente all’investigatore di saper valutare la situazione che gli si presenta di fronte. Il modo più semplice per conoscere anche cose di cui non si può fare esperienza diretta è leggere, e quindi un detective che ama i libri ha innegabilmente una marcia in più. Il personaggio del protagonista di questo romanzo è senza dubbio riuscito, stropicciato quanto basta, così come la storia, ben congegnata, organizzata nel dettaglio e con dovizia di particolari, semplice e divertente da leggere.

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