Il diario di Eva

Il diario di Eva
Sabato. Ha quasi un giorno intero, adesso. È arrivata ieri. Cioè, così quantomeno le sembra. E d’altronde non può che essere così, perché se c’è stato un giorno-prima-di-ieri lei non c’era quando è capitato, altrimenti se lo ricorderebbe… Per gentile concessione di Mr. Cable otto o dieci anni fa è entrato in possesso di un libro singolare. È probabile che la sua sia ora la sola copia esistente. Il suo titolo, non abbreviato, suona come segue: Il nemico conquistato, ovvero, L’amore trionfante; di G. Ragsdale McClintock, autore di “Un discorso”, ecc., nato a Sunflower Hill, South Carolina, e membro della Scuola di Legge di Yale; New Haven; edito da T. H. Pease, 83 Chapel Street; 1845. Nessuno può prendere in mano questo libro e posarlo un’altra volta non ancora letto. Chiunque ne legga un rigo viene catturato, viene incatenato. Diviene lo schiavo appagato delle sue malie… “Dunque, signore,” continua Mr. McWilliams, dato che questo non era l’inizio del suo discorso, “la paura dei fulmini è una delle infermità più penose dalle quali possa essere afflitto un essere umano. È per lo più circoscritta alle donne, ma di tanto in tanto la si scopre in un cagnolino, e talvolta in un uomo”…
Tre racconti uno migliore dell’altro: d’altro canto parliamo di Mark Twain, uno dei più grandi scrittori della letteratura mondiale. Il diario di Eva anticipa Ned Benson. Mi spiego meglio: nel 2013 il regista americano ha girato un capolavoro, The disappearance of Eleanor Rigby, vicenda d’amore e dolore con protagonisti James McAvoy e Jessica Chastain (che si dice abbia battuto la concorrenza di Eva Green: rimane un mistero assoluto come sia stato possibile che qualcuno volesse affidare alla Green un ruolo anziché alla Chastain, ma vabbè). Qual è la caratteristica fondamentale di questo film? Che nasce diviso in due parti, Him ed Her, la storia dalla parte di lui e dal punto di vista di lei. Il diario di Eva (cui si contrappone quello di Adamo) usa lo stesso meccanismo: paradiso e cacciata, nel racconto dalla parte della prima donna, della prima moglie, gravido di ironia e con un finale splendido. Così come grondano divertimento Una cura per la malinconia, esilarante recensione parodica di uno scombiccherato romanzo d'amore e d'avventura, roba che al confronto il soggetto di Orgoglio vince il Pulitzer, e Mrs. McWilliams e il fulmine, una storia comicissima che mette giustamente alla berlina i più triti luoghi comuni sulle più assurde umane fobie.

 

 

 
 
 
 
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