Il diario di Jane Somers

Il diario di Jane Somers
Pensiamo a una donna in carriera, un po’ avanti negli anni ma ancora affascinante, dotata di uno stile ricercato, intelligente. Concentriamoci sulla carriera in questione, che è quella di caporedattrice di un’importante rivista di moda. Pensiamo inoltre al suo possibile matrimonio, un’unione di certo solida e comunque poco limitante ai fini del successo, con un uomo ben disposto a vivere all’ombra di una donna magari più importante di lui. Figli, manco a parlarne. Ecco, questo è il ritratto di Jane, o Janna. Bella, forte tutta d’un pezzo: non si fa scalfire dalla morte della madre, tantomeno da quella del marito. I suoi ritmi sono sempre quelli: giornate di lavoro folli, bagno caldo e rilassante una volta arrivate a casa, programmazione settimanale dell’abbigliamento, da fare rigorosamente la domenica sera. Non sgarra, Jane, non cede. Ma prova dei sentimenti? Sa cosa vuol dire avere compassione di qualcuno o qualcosa, soffrire? Forse sì, forse non l’ha mai voluto scoprire veramente. A rivelarle la sua sfera emotiva da sempre soffocata, sarà Maudie, una vecchia conosciuta per caso, residente in uno dei quartieri più squallidi della città, in un misero appartamentino logoro. E proprio  l’emotività da lei sempre ostinatamente trattenuta, costringerà Jane a non poter fare a meno di aiutare l’anziana Maudie, quando questa si scoprirà malata e vicina alla morte…
Come può una donna che ha vissuto in maniera totalmente distaccata la sofferenza e la morte di persone a lei care ritrovarsi completamente assorbita da quella di una sconosciuta, talmente tanto da cambiare, per la prima volta, quei ritmi e quelle abitudini che da sempre l’avevano condizionata? Forse certe sensazioni, da noi ostinatamente represse in nome di un benessere che siamo convinti dover perseguire a tutti i costi, sono destinate a riemergere nella maniera e nei momenti meno aspettati. È questa strana dinamica che Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura, indaga a fondo ne Il diario di Jane Somers. Una vicenda intensamente cruda, vagamente disturbante, che mette in luce tutto il non detto che c’è dietro alla compassione, alla vicinanza a chi soffre. Una scrittura profonda, che nasconde una vena polemica nei confronti di una borghesia brutalmente egocentrica. Jane Somers è un personaggio difficile, un po’ antipatico ma effettivamente verosimile, a tratti autobiografico in quell’attaccamento alla carriera che la Lessing non ha mai nascosto aver caratterizzato anche la sua vita. Maudie è tutto quello che la protagonista non è mai stata: ciò la attrae e la repelle nel medesimo istante ma la porta a legarsi alla vecchietta in nome di un affetto inspiegabile. Doris Lessing è capace di parlare coraggiosamente di sentimenti, di vita e di morte, di ciò che tanti scrittori sfiorano senza riuscire a penetrare. Un romanzo acuto e sorprendente che conferma un talento innato.

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