Il dono di Rachel

Il dono di Rachel

La dottoressa Rachel Prosper, giovane luminare della robotica, è morta improvvisamente per un aneurisma cerebrale: sapeva che avrebbe potuto succederle prima o dopo (sua madre era stata affetta dallo stesso male), e nonostante vivesse con la paura costante non ha mai voluto essere operata. Rachel quella sera si è schiantata in macchina su una curva non pericolosa, una curva che conosceva a memoria. Le condizioni metereologiche erano perfette, e la sua auto non presentava nessun guasto meccanico. L’autopsia ha fugato ogni dubbio: emorragia celebrale; Rachel è collassata in seguito alla rottura dell’aneurisma mentre stava guidando. Suo marito Aidan e sua figlia Chloe, di soli quindici anni, sono distrutti. Amavano incondizionatamente Rachel, e lei amava loro, nonostante il suo lavoro alla Telos Robotics assorbisse quasi per intero il suo tempo; Rachel era una persona ambiziosa, energica, brillante, e Aidan in qualche modo aveva accettato di competere con i sogni e i progetti di sua moglie. Una donna che non stava mai ferma un minuto, e che ora giace immobile in un freddo letto d’acciaio, coperta da un lenzuolo. Chloe è una ragazza forte, ha deciso di leggere alcuni versi di Shakespeare per omaggiare la madre il giorno del funerale, nella cappella del crematorio. Una volta saliti i gradini che portano al leggio, non è più tanto sicura di farcela, vorrebbe scappare. La cappella è piena: suo padre e sua nonna Sinead sono seduti a fianco, in prima fila; dietro di loro, lontani parenti, colleghi di Rachel, vecchi compagni di università. In ultima fila c’è Luke, l’ingegnere meccanico compagno di lavoro di Rachel. Un tipo strano: mani in tasca e testa bassa, Luke non è uno simpatico a molti; Aidan non lo ha mai sopportato, ma Rachel lo difendeva sempre e lo stimava moltissimo, dicendo come fosse brillante a sufficienza da poter giustificare la sua maleducazione. Luke non è lì solo per dare l’ultimo saluto a Rachel (della quale è sempre stato innamorato, seppur non corrisposto), ma anche per dare un messaggio importante ed estremamente riservato a suo marito. Aidan è furioso: dopo alcuni freddi convenevoli, lui e Luke quasi vengono alle mani. Come è possibile che Rachel abbia affidato un messaggio riservato che lo riguarda, proprio a colui che Aidan ritiene essere un imbecille? Come osa quell’uomo, nel giorno più brutto della sua vita, ordinargli quasi, neanche fosse il suo schiavo, di passare alla Telos nel più breve tempo possibile? Si tratta forse di un’e-mail? Di un biglietto? Perché Luke non può comunicarglielo lì, sul momento?

Cass Hunter (pseudonimo di Rosie Fiore), è un’autrice di origini sudafricane trasferitasi nel 2000 nel nord di Londra, dove vive con marito e figli e lavora all’università; al suo attivo, diversi libri pubblicati col suo nome di battesimo. Il suo ultimo lavoro, Il dono di Rachel - traduzione italiana del più intrigante The After Wife nella versione originale - è stato tradotto in diversi paesi del mondo, e pare che in Cina lo abbiano già opzionato per realizzarne un film. “The After Wife è una storia emotiva sull’amore, la perdita, il desiderio e l’appartenenza”: così la stessa autrice definisce il suo libro, un’originale mescolanza tra romance e fantascienza, nel quale la dolorosa perdita di una persona cara e la conseguente elaborazione del lutto avviene in modo a dir poco insolito. Il messaggio che Rachel ha voluto lasciare alla sua famiglia, infatti, non è un messaggio comune: il personale testamento della brillante scienziata altri non è che un androide con le sue fattezze, nascosto da occhi indiscreti dentro uno stanzino buio alla Telos; un progetto segreto sul quale la donna lavorava da tempo, e sul quale contava anche per poter alleviare il dolore della sua eventuale perdita, ipotesi che Rachel sapeva essere terribilmente possibile. IRachel - questo il nome del progetto, che piomba in modo sconvolgente sulle vite di Aidan e Chloe - è una perfetta padrona di casa (le macchine umanoidi sono concepite col preciso intento di dare assistenza concreta a chi ne ha bisogno) ma è anche capace di interagire con loro, interpretandone i sentimenti e riuscendo ad essere di conforto. Così, attraverso i file audio e video caricati sull’hardware del suo robot, la presenza affettuosa e determinata di Rachel pervade tutto il romanzo, permettendo al lettore di conoscerla anche dopo la sua morte, con la sua smisurata ambizione e la sua dedizione al lavoro, la sua sicurezza e il suo grande amore per la famiglia. Ma quello di Rachel non è l’unico punto di vista del romanzo. Ci sono Aidan e Chloe, che faticano ad abituarsi alla versione robotica di quella che era la persona più importante della loro vita, ma che proprio grazie ad essa riescono ad intravedere la strada per uscire dal buio e continuare a vivere: Aidan riscoprirà un’ambizione che credeva non avere (o forse che è stata volontariamente messa da parte in favore di quella di sua moglie) mentre Chloe acquisterà finalmente quella sicurezza in sè stessa che le permetterà far emergere il suo talento. E IRachel? Potremmo dire che è solo una fredda composizione di metallo e circuiti elettrici, ma la sua interazione con gli umani (niente affatto scontata), riserverà al lettore alcuni momenti di particolare intensità; ritroviamo infatti il tema caro alla fantascienza, fin dai tempi di Isaac Asimov, sul rapporto tra uomo e robot, con il primo che vuole considerare la macchina come un essere umano a tutti gli effetti, e il secondo che rivendica ardentemente il suo diritto ad essere trattato come un essere consapevole.



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