Il federale di Borgo Torre

Il federale di Borgo Torre
Nel giugno del 1951 l’ex podestà Amilcare Bellentani, oggi sindaco democristiano di Borgo Torre, di comune accordo con l’assessore alla Cultura Imelda Lattanzi, maestra dispotica e nostalgica del periodo fascista, decide di far erigere un monumento in memoria dei propri concittadini caduti nel corso di tutte le guerre. Ma la realizzazione dell’opera, commissionata allo scultore locale Dante Borgomanni, appare ben presto più ispirata alle vicende sentimentali dell’artista che non al progetto iniziale. Nel frattempo l’imprenditore tessile Diego Varalli, che sotto il fascismo aveva ricoperto la carica di Federale, viene rinvenuto cadavere nei pressi della propria filanda. Dal chiacchiericcio pettegolo che si raccoglie attorno alla salma, emerge una fitta rete di antichi e nuovi rancori, sui cui è chiamato a fare luce il maresciallo dei carabinieri Lello Caruso. Potrebbe essere che la chiave di volta dell’omicidio si identifichi in un passato che ritorna?
Come nel precedente romanzo L’epidemia anche in questo ultimo lavoro di Claudio Nizzi, uno dei più noti fumettisti italiani, la cittadina immaginaria di Borgo Torre torna ad essere crocevia di piccole storie di tradimenti coniugali e dissolutezze sessuali, di passioni politiche e conflitti lavorativi, volte tuttavia a formare un mosaico ironico e divertente al tempo stesso della provincia italiana degli anni Cinquanta. L’autore rivela di possedere un buon talento letterario e la non frequente capacità di orchestrare personaggi, quasi da commediografo, che lo rendono particolarmente abile nella resa del dialogo in un romanzo più ricco di voci che non di immagini. E quanto mai capace nel saper giocare maliziosamente su una trama dal sapore antico. Per tutte queste buone ragioni il libro non mancherà di far presa anche sul lettore più esigente.

 

 

 

 
 
 
 
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