Il filo dei giorni

Il filo dei giorni

Guido, ora che a sua insaputa l’ambasciatore Francesco Maria Dell’Arti ha confermato i nominativi dei sospetti da lui individuati, pareggia i conti con i suoi sordi e ciechi superiori. E benché magari non nutra molta fiducia per questo nuovo e prestigioso incarico a Roma, capisce che finalmente qualcosa si muove. D’altronde sono anni che il suo Paese, un’Italia attraversata da grandi, epocali cambiamenti a livello politico, è funestato da episodi di violenza inconsulta e inspiegabile, che rappresentano il segno inconfondibile del fatto che sia in atto una guerra segreta ed efferata, con lo Stato diviso e travagliato da lotte intestine. Certo non può raccontare tutto alla giovane nuova fiamma, la brillante e perspicace Arianna, giornalista in rampa di lancio che, anche se inesperta, comincia a comprendere che la vicenda è composta di più sfaccettature e l’essenziale è per ora invisibile agli occhi. Né il poliziotto vuole tradire la sua fonte, il suo amico camerata e latitante, che l’ha messo in guardia senza entrare nei dettagli. Ma sicuramente Guido non si piegherà a mentire o peggio alla corruzione. Lo sa benissimo che non è un angelo senza macchia, ma qualunque cosa sia questa Falange armata, lui vuole arrivare sino in fondo. Non è una invenzione, ne è sicuro, ma qualcosa di oscuro e tremendamente minaccioso, anche perché i nemici sono quelli per cui lavora, lo Stato…

Dalla Uno bianca alle stragi di mafia, passando per la scomparsa dei partiti storici. Una rivoluzione. “Sono arrivato alla conclusione che non è dalle aule dei tribunali che possiamo aspettarci questo tipo di narrazione”, spiega l’autore. “Io ho solo cercato di riannodare il filo dei giorni, il filo di quella collana che ha visto rotolare via le sue perle più preziose: i sogni e le speranze di una democrazia vera”. Il compito risulta complicato, ripensando al periodo richiamato sin dal titolo (1991-1995), con quello che lo precedette, dal crollo del Muro all’ammissione dell’esistenza di una struttura paramilitare (Gladio), addestrata per combattere in clandestinità in caso di invasione dei comunisti. Vengono in mente analoghi tentativi di intrecciare la cronaca con un incedere romanzesco, da quello che forse è il capostipite moderno di questo genere ibrido, ovvero il granitico A sangue freddo di Truman Capote, oppure altri tentativi nostrani, come i quattro intriganti reportage di Sandro Veronesi in Occhio per occhio, oppure il più recente Romanzo criminale di De Cataldo. Ebbene lì la fattura letteraria si impone con più evidenza, la narratività ingloba il giornalismo (o le sentenze giudiziarie) in maniera più compita ed esteticamente valida. Resta il grande merito divulgativo dell’autore per riannodare i fili di una vicenda ‒ quella della famigerata Falange armata ‒ ancora oggi dai risvolti oscuri, secondo il proprio documentato punto di vista.



 

 

 

 
 
 
 

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