Il fiume della colpa

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Inghilterra del XIX secolo. Gerard Roylake torna nella sua tenuta dopo aver compiuto gli studi in Germania, rispettando la volontà del padre che ha sempre odiato a causa dei soprusi commessi nei confronti della madre. Adesso il vecchio Roylake è morto e il protagonista deve fare i conti con la sua matrigna, una donna ipocrita e furba, con cui cerca di instaurare un buon rapporto. La falsa cordialità della donna gli è di aiuto ma quella sera Gerard non se la sente proprio di seguirla in una delle solite feste mondane, preferisce coltivare la sua passione per le falene nel tentativo di imprigionarle in un’apposita trappola. Allontanatosi dalla propria residenza, raggiunge il fiume dove si recava da bambino con la madre: un corso d’acqua tutt’altro che ameno, torbido e che dona al paesaggio un aspetto tenebroso quando c’è poca luce, ma per Gerard è origine di piacevoli ricordi. Molti di questi ultimi sono legati a Cristel Toller, la figlia appena maggiorenne del mugnaio Giles Toller, uno dei più avidi e logorroici affittuari della tenuta Roylake. Quando il giovane nobile rivede la ragazza stenta a riconoscerla. L’ultima volta che si sono incontrati erano ancora bambini e adesso lei è diventata una donna bellissima, tanto attraente da poter far perdere la testa e spingere all’eccesso qualunque uomo. La ragazza non vorrebbe prendersi delle libertà con il padrone delle terra su cui abita, ma Gerard cerca in ogni modo di prolungare la loro discussione, fino a quando si rende conto che un uomo li sta osservando dalla finestra del cottage adiacente al mulino. È un uomo biondo e con gli occhi azzurri, dai lineamenti delicati, ma che nasconde un triste segreto…

Collaboratore di Charles Dickens, Wilkie Collins (Marylebone 1824 – Londra 1889) ha dedicato la sua carriera artistica alla letteratura fantastica e al giallo. Fu lui a sviluppare per primo il romanzo poliziesco introducendo la figura dell’ispettore dotato di un insolito spirito di osservazione, genere successivamente proseguito da Conan Doyle. La pietra di luna è il suo primo romanzo in cui il lettore dispone di tutti gli elementi per risolvere l’enigma, anche se l’autore cerca in più di un’occasione di deviarlo inserendo nella trama indizi sbagliati. Le altre opere in cui Collins ha raggiunto i migliori risultati sono La donna in bianco, La legge e la signora e La follia di Monkton, altri tre gialli a cui si contrappongono le opere fantastiche che valsero allo scrittore inglese la nomina di maestro della ghost story. Eppure Collins resta tutt’oggi un autore poco conosciuto, specialmente per quanto riguarda la didattica scolastica, uno dei molti classici dell’età vittoriana considerati minori che meriterebbero di essere riscoperti e studiati, come il contemporaneo Joseph Sheridan Le Fanu autore di Carmilla (1814-1873) e persino il primo ministro Benjamin Disraeli (1804-1881) che fu anche un romanziere. Ne Il fiume della colpa Collins si ricollega al tema della donzella indifesa vittima di un malvagio, che viene soccorsa da un giovane coraggioso e dall’animo nobile. Il ruolo di Cristel lo si può dedurre fin dall’etimologia del suo nome, che può derivare dall’italiano Cristina e identificare una seguace di Cristo e quindi votata al sacrificio, oppure dal greco Krystallos ossia cristallo, un materiale fragile come fragile si rivela pagina dopo pagina la figlia del mugnaio. Che Gerard possieda un animo nobile lo si capisce anche dalla benevolenza riservata in più di un’occasione al suo rivale in amore, penalizzato dalla sordità che lo rende una persona invisa al prossimo e in preda alle angosce. L’altra opera di conciliazione in cui il protagonista impiega le sue energie fisiche e mentali è nei confronti della matrigna e della contraddittoria Lady Rachel, che capaci di coltivare solo i loro interessi vogliono in ogni modo metterlo in difficoltà cercando però di salvare le apparenze. Il fiume della colpa è un romanzo breve che si legge tutto d’un fiato, un viaggio nella società vittoriana per apprenderne l’ipocrisia, ma anche la fragilità di fronte al coraggio di un uomo onesto.

 


 

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