Il futuro degli altri

Il futuro degli altri

Milano, 6 luglio. Sarà ormai la quinta persona che chiama il centralino dei carabinieri per dire che nel giallo che danno insieme alla “Padania” si parla della slava, quella morta ammazzata. Il militare di turno, all’inizio, pensa sia tutto uno scherzo; quando però le voci iniziano a essere troppe, decide di avvisare il colonnello. Sembra proprio che il libro distribuito con il giornale contenga i dettagli del rinvenimento del cadavere di Jasna Nadarjević, trovata morta qualche giorno prima. Il colonnello Valerio Maffi De Valera non può far altro che andare in edicola ad acquistare il giornale: del resto si occupa lui delle indagini di quell’omicidio. Mentre si reca dal giornalaio, De Valera già si immagina protagonista di una nuova barzelletta, che racconta di come i carabinieri di via della Moscova siano cascati nel tranello-scherzo di cinque o sei burloni. “Pazienza”, pensa il colonnello, la cosa, anche se stramba, va comunque verificata. Inizia così la lettura e diventa sempre più incredulo fino a quando, basito, è costretto a ricredersi: quel libro racconta davvero del ritrovamento del corpo della quarantatreenne Jasna Nadarjević, fotografa, bosniaca immigrata in Italia, con una figlia. Ma non finisce qui: nel libro si parla in maniera molto precisa anche del bilocale in cui è stata trovata. Unica incongruenza è il nome di chi conduce le indagini: nel romanzo è un certo Celeste Bruno, nella realtà è proprio lui, De Valera. Quindi, prima che la povera donna fosse ammazzata con un violento colpo alla testa, chi ha scritto il libro sapeva già come sarebbe andata la vicenda. Non ci vuole poi una così grande mente per comprendere che il colpevole è l’autore del romanzo: un assassino malvagio e crudele, con la modalità d’azione di un folle. Bisogna mobilitarsi subito e chiedere al magistrato di firmare l’ordine di cattura. L’autore del funesto libro si chiama Paolo Brera e il titolo del romanzo è Il futuro degli altri

Uno stile amabile, a tratti ironico, caratterizza Il futuro degli altri, l’ultimo libro di Paolo Brera. Un romanzo tinto di giallo, ma di quel giallo delicato e sottile, con il quale si può giocare alternando la fantasia alla realtà. Prende in prestito se stesso, Brera, nel suo romanzo, facendosi imputato di omicidio. Un’accusa grave, di cui lo scrittore, che intanto è a Nizza a far visita alla moglie, viene a conoscenza leggendo i quotidiani. Proprio lui, Paolo Brera, accusato di omicidio? Ma com’è possibile? Non ha mai scritto di quel ritrovamento di cadavere nel suo libro. Allora chi è stato? Lo scrittore si ritrova catapultato in un’assurda e alquanto imbarazzante situazione e decide di costituirsi. L’inizio effettivo delle indagini apre uno scenario milanese familiare a chi vive i nostri tempi. In Il futuro degli altri Brera affronta in maniera riguardosa e garbata tematiche molto forti e drammaticamente attuali. Parla delle condizioni di vita degli immigrati, delle loro difficoltà d’integrazione e dei problemi economici che logorano spesso le separazioni tra coniugi. Narra dei pregiudizi ancora fortemente presenti nei confronti delle persone con disabilità e della vita professionale dei giornalisti, che sempre più spesso vivono nel precariato, con il rischio di non poter mai contare su una stabilità economica vera. Il tutto raccontato senza appesantire la narrazione e senza giudizio alcuno. Lo scrittore, scomparso tragicamente il 21 febbraio 2019, si è sempre mostrato sensibile alle problematiche della quotidianità sociale milanese e non solo. Le storie che animano i suoi gialli hanno spesso come sfondo contorni di vita disegnati da sofferenza, indifferenza, pregiudizi e cattiva legislazione. Il futuro degli altri è un giallo che non ha la pretesa di tenere il lettore sul filo dell’adrenalina o di stupirlo con colpi di scena continui. Paolo Brera fa nascere e fa vivere il suo libro nella classicità del genere, con una punta di umorismo e una buona dose di realtà.



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