Il giocatore occulto

Il giocatore occulto
È il 1811. In una Cadice assediata dalle truppe dell’esercito napoleonico si combatte per mantenere l’indipendenza. La vita in città scorre abbastanza tranquillamente anche sotto l’assedio, nonostante le esplosioni che ogni tanto mandano all’aria un quartiere; non ci sono quasi mai vittime, o sono poche. Del resto, la gittata dell'artiglieria nemica arriva a stento alle mura della città. Rogelio Tizόn Peñasco, commissario di quartiere con delega sull’ordine pubblico, ha cinquantatré anni, e trentadue li ha passati a fare il segugio per le strade di Cadice; ne ha visti di delitti e di cadaveri ed ha pelo sullo stomaco da vendere ma davanti a quei corpi di giovani donne dilaniati dalla violenza più bieca ha ogni volta un sussulto ed un moto di rabbia. Chi è stato? Perché? E perché i corpi si trovano sempre nei punti dove sono caduti i pezzi di artiglieria?  L'armatrice Lolita Palma ha trentadue anni, non ha speranza né desiderio di accasarsi nonostante sia una rampolla della migliore società di Cadice, ricca, colta, intelligente ed abile. Non ci pensa neppure al matrimonio, e lavora instancabile e determinata come un uomo per portare avanti la florida compagnia di navigazione ereditata dal padre. Simόn Desfosseux, ex professore di fisica, capitano aggiunto allo stato maggiore dell’artiglieria dell’Esercito imperiale combatte la sua guerra personale che non corrisponde a quella che in effetti sta condividendo con l’esercito napoleonico contro gli Spagnoli; i suoi nemici sono la forza di gravità e l’attrito dell’aria contro i quali lotta ogni giorno, studiando e sperimentando le leggi della fisica e della balistica, nella fanatica ostinazione di aumentare la gittata delle sue bombe…
Tra riferimenti colti, arte della marineria e della guerra, speculazioni sulla balistica e  precisione nei dettagli storici e geografici tante piccole storie personali si intrecciano in quella principale. Per esempio appaiono tra le pagine e prendono vita  - come quei personaggi cui la letteratura ha dato per sempre la fortuna di un viso e di una storia - Don Hipόlito Barrul, professore e compagno di scacchi del commissario; il capitano corsaro Pepe Lobo, comandante di una delle navi di Lolita Palma; l'imbalsamatore misantropo. Un po' giallo, un po' noir, colto come un romanzo dei migliori, Il giocatore occulto non è facilmente etichettabile, si stacca dalle opere precedenti di Pérez-Reverte per la sua completezza e per la mole: non è un poliziesco e non è un romanzo d'avventura, non è storico né d'amore ma come le storie destinate ad un posto duraturo nella letteratura è tutti questi generi in uno solo. In queste 636 pagine ritroviamo ancora una volta il Pérez-Reverte che abbiamo amato nelle sue opere precedenti,  la straordinaria capacità di raccontare le cose con una dovizia di particolari tutta sua, la sua contagiosa passione per la precisione e per i dettagli; il Pérez-Reverte erudito che in una manciata di pagine ci ha iniziati alla scherma o al gioco degli scacchi, ci ha regalato una città spagnola facendocela conoscere come se ci fossimo nati o ci ha catapultati in un saggio indimenticabile sulla pittura fiamminga; il Pérez-Reverte che con un romanzo ci ha fatto riprendere in mano I tre moschettieri, li ha consacrati una seconda volta agli altari della letteratura e non ce li ha fatti dimenticare mai più. Ed è con queste pagine de Il giocatore occulto  che, ritrovando la maestria dell'autore nel restare in un magnifico equilibrio di thriller e cultura, di avventura e di erudizione, ci ricordiamo perché siamo diventati, tanto tempo fa, Pérez-Reverte-addicted.

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