Il gioco del male

Il gioco del male

Black Country, Gran Bretagna. Marzo 2015. Un’importantissima incursione all’alba dopo aver passato mesi a costruire il caso. Ora la detective Kim Stone e la sua squadra sono pronti a liberare due bambine dalle grinfie del loro orco: il padre. Quando scende in cantina, Kim trova ciò che cerca: è il luogo in cui Leonard Dunn violentava le piccole Daisy e Louisa, il tutto ripreso attraverso una videocamera; ci sono persino i DVD. Caso chiuso? Forse, perché per la Stone c’è qualcosa che non quadra. Il ruolo della madre, ad esempio. Come ha fatto a non accorgersi di nulla? Bisogna indagare ancora e scoprire se Dunn fosse l’unico mostro o se c’era qualcun altro a seguirlo nelle sue azioni immonde. Nel frattempo in un vicolo buio viene trovato il cadavere di un uomo. Di uno stupratore. Alan Harris è stato accoltellato con violenza. Le indagini conducono subito verso la vittima di uno stupro avvenuto qualche anno prima: Ruth Willis. È stata lei ad uccidere l’uomo; è stata trovata anche l’arma del delitto. “Vittima più assassino uguale caso chiuso”, pensa Kim. Ma anche in questo caso c’è qualcosa che non va. Ruth era infatti in cura presso una famosa psichiatra e sembra che sia stata spinta da qualcuno a commettere l’omicidio. Così Kim Stone decide di continuare le indagini ma si rende conto di trovarsi davanti ad una vicenda molto pericolosa in cui la sua stessa vita è a rischio. E il numero delle vittime continua a crescere…

Dopo il successo raggiunto con il romanzo Urla nel silenzio, tradotto in diciassette Paesi, torna la scrittrice inglese Angela Marsons con Il gioco del male, spietato thriller psicologico che vede ancora una volta protagonista la detective Kim Stone. Donna problematica e da un dolorosissimo passato in cui ha perso un fratello gemello a causa della pazzia della madre, Kim è alle prese con due indagini scottanti: un caso di pedofilia e un omicidio dai risvolti oscuri che la costringe ad affrontare il suo vissuto, fatto di traumi, mancanze, sensi di colpa e tanta sofferenza. Ma nonostante tutto è una donna forte, carismatica, indipendente, che sa rialzarsi e affrontare la vita di petto e guardare in faccia i propri demoni interiori. Questa volta, però, ha a che fare con qualcosa che sembra sovrastarla, fagocitarla, annichilirla; un qualcosa che la tocca nel profondo e le smuove gli angoli più reconditi dell’anima fino a privarla di ogni certezza e consapevolezza. Man mano che ci si addentra nella lettura de Il gioco del male si viene risucchiati in un climax di orrore, di raccapriccio, di ansia: la Marsons gioca con i suoi personaggi, li fa vivere sulla pagina, non offre loro certezze se non nelle pagine finali. Nei confronti del lettore, d’altra parte, è stata più clemente: utilizzando una narrazione onnisciente in terza persona, l’autrice offre tutti gli elementi per comprendere gli sviluppi di una trama che alla calma del tema psicologico alterna l’adrenalina dell’azione, in una lotta perenne tra un bene che sembra destinato a perire e un male assoluto che ha intrapreso un vero e proprio gioco al massacro. E ancora una volta la scrittrice di Black Country si dimostra voce prepotente nel panorama del thriller internazionale, annunciando tra l’altro un terzo episodio dedicato a Kim Stone, ultimo tassello di una trilogia da non perdere.



 

 

 

 
 
 
 

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