Il gioco del suggeritore

23 febbraio. L’allarme alla polizia arriva dalla voce impaurita di una donna che abita in una fattoria isolata. Gli Anderson sono apparentemente una famiglia come tante, con due vivacissimi bambini. La notte è flagellata da un violento temporale e la polizia, occupata in altre emergenze, riesce ad arrivare alla fattoria solo alle prime luci dell’alba: troppo tardi. Una tragedia si è consumata in quella casa e in quella notte, la scena è singolare e raccapricciante: chi ha ucciso gli Anderson ha lasciato dei messaggi misteriosi. Gli investigatori sono confusi e non riescono a dare risposte all’enigma, ma c’è solo una persona in grado di decifrare quel macabro dilemma: Mila Vasquez. Ex poliziotta, ha lasciato la divisa e il suo ruolo all’interno dell’ufficio persone scomparse per dedicarsi alla figlia Alice, in una tranquilla villa in riva al lago, lontano dai moderni mezzi di comunicazione. Mila viene contattata dal suo ex dipartimento e anche se non vorrebbe coinvolgimenti nelle indagini capisce che il caso la riguarda da vicino, da molto vicino: fra i tatuaggi del sospettato, quasi tutti numeri, le uniche lettere compongono il suo nome. Grazie al suo ex lavoro ed alcuni casi irrisolti, l’ex poliziotta riesce a trovare i tasselli che la aiuteranno a compone il puzzle dell’enigma Anderson. Un viaggio fra reale e virtuale nel quale Mila conosce il male oscuro di un gioco online che si sta autodistruggendo. Ma il male è sempre un passo avanti…

Donato Carrisi fa tornare sulla scena Mila Vasquez, già protagonista de Il suggeritore , fortunato romanzo di esordio pubblicato nel 2009 sempre per Longanesi. Mila riprende il suo viaggio nell’oscura e angosciante follia della rete di cui siamo tutti vittime inconsapevoli, senza più alcuna privacy: telecamere, smartphone, automobili che raccontano le nostre azioni, abitudini e comportamenti di tutti noi e lasciano tracce indelebili. Mila nel romanzo precedente era una poliziotta specializzata nella ricerca di minori scomparsi, adesso in questa nuova avventura è una mamma che si ritira dal lavoro per vivere in riva al lago con la figlia. E a rafforzare questa differenza fra gente connessa e Mila ‒ che ha incredibilmente deciso di vivere senza connessione internet ‒ l’autore aggiunge dettagli vintage al romanzo: dal modello dell’auto della protagonista ai pc usati, a “Due”, il gioco online teatro di crimini. Mila è una donna forte, testarda, rigida e severa con una particolarità: è affetta da “alessitimia”, ovvero un disturbo emotivo che non le consente di creare empatia e provare emozioni. Ma le emozioni nel suo lavoro e nel suo percorso fra virtuale e reale giocano un ruolo fondamentale. Mila quindi le surroga utilizzando sostanze chimiche: la “Lacrima d’angelo”, una droga sintetica ricavata da una pianta sempreverde del genere Billbergia, e la “Niacina” che risulta essere comune vitamina B3, antidoto della “Lacrima d’angelo”. In realtà nella semplicità e banalità di queste sostanze si nasconde l’angoscia della vita reale, talvolta dura e difficile da affrontare. E così l’unica soluzione sembra nasconderci nel mondo virtuale che appare così perfetto ai nostri occhi. Ma sarà davvero cosi? “Goditi questo regalo”, si legge nelle ultime pagine del romanzo. E sembra l’invito che Carrisi fa a ognuno di noi. La scoperta di cosa ci attende nella pagina successiva, la volontà di fermare il male e l’attesa del colpo di scena fanno di Carrisi uno scrittore talentuoso che con la sua formazione in criminologia e scienza comportamentale è capace di creare trame intricate e avvincenti che lasciano il lettore incollato fino all’ultima pagina.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER